Cannabis è una parola tabu sul social media di Zuckerberg, a tal punto che non solo i derivati e la cannabis light, ma anche tutto quello che ha a che fare con la canapa da tempo subisce una censura sistematica, sebbene la sede legale sia in California, stato pionieristico e dove la cannabis è perfettamente legale.
Alcuni anni fa, nel marzo 2017, anche noi eravamo stati vittime della morsa repressiva di Facebook, subendo addirittura la minaccia della chiusura della pagina.
Questa volta ad esser presa di mira è la pagina di CanapaShop.it, nuova piattaforma italiana per l’e-commerce di prodotti a base di canapa, che si è vista rifiutare 163 prodotti a causa di presunte “violazioni delle normative“.

La stragrande maggioranza dei prodotti presenti nel sito, per non dire la totalità, è a base di canapa, eco-sostenibili e naturali (tra le altre cose) rispetto alla maggior parte dei prodotti venduti da altri store online o dalla grande distribuzione, eppure per Facebook anche un’agenda o un bagnoschiuma, se fatta in canapa, “viola le normative” (vedi immagine seguente).

Dopo un primo rifiuto automatico, è stata chiesta dall’azienda una “verifica umana” più approfondita, ma il divieto a commercializzare tali prodotti è stato confermato.

Oltre a questo, rimane inoltre impossibile per le aziende di settore, promuovere i propri prodotti e brand su Facebook e Instagram in quanto le sponsorizzazioni vengono automaticamente rifiutate, spesso con il blocco degli account business e dei relativi conti correnti associati. Una vera e propria caccia alle streghe digitale del tutto insensata. 





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