In rosso i Paesi che consumano più di quanto le risorse della natura consentono, in verde quelli più virtuosi. Secondo i calcoli del Global Footprint Network il nostro mondo ha iniziato il suo overshoot a partire dal 1970

Nel 2018 l’Italia consumò il suo bonus di risorse rinnovabili che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco di 365 giorni il 24 maggio. Quest’anno, la simbolica data conosciuta come Overshoot day,  cade il 15 dello stesso mese. In anticipo, quindi. Un trend preoccupante che il nostro Paese condivide con il resto del mondo (a livello europeo questo “traguardo” nel 2019 è stato superato il 10 maggio) che testimonia come le misure per arginare il sovrasfruttamento delle risorse della natura non siano assolutamente sufficienti.

Ciò significa che per i restanti sette mesi del 2019 provocheremo più emissioni di quante gli ecosistemi siano in grado di assorbire, abbattendo più alberi di quanti ne crescano e pescando più pesci di quanti riescano a nascerne con conseguenze nefaste.

Per sopravvivere la nostra specie non può fare a meno di alcuni servizi offerti dalla natura, come cibo, fibre, legname e la capacità delle foreste di assorbire CO2. Servizi che non sono illimitati. Eppure continuiamo a comportarci come se le risorse fossero infinite.

La nazione che quest’anno nel Vecchio Continente ha esaurito per prima le risorse a disposizione è stata la più ricca d’Europa, il Lussemburgo, già in cima alla classifica dello scorso anno. Il grafico che segue, eleborato dal Global Footprint Network, mostra quanti pianeti Terra sarebbero necessari per soddisfare il consumo dei diversi stati: attualmente l’umanità nel suo complesso utilizza la capacità rigenerativa delle risorse biologiche di un 1,7 pianeta Terra.

 





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