Allo stato attuale la cannabis non può essere considerata un farmaco, perché mancano i controlli necessari. Lo sostiene la V sezione del Consiglio superiore della sanità in un parere cosegnato alla ministra della Salute Giulia Grillo.

Secondo i tecnici, prima che la cannabis possa essere considerato un medicinale a tutti gli effetti mancano i controlli dell’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali) e dell’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco). Nel rapporto non si esclude un cambio di parere, ma solo dopo un’adeguata sperimentazione.

Il parere non contiene quindi una bocciatura della cannabis a fini terapeutici, come scritto con troppa enfasi su diverse testate giornalistiche, ma un invito a procedere ad un livello maggiore di sperimentazione al fine di verificarne gli effetti medicinali con criteri scientifici più accurati.

La ministra Giulia Grillo ha reagito con un comunicato pubblicato sul portale del ministero nel quale afferma di voler «tranquillizzare i pazienti in trattamento, in quanto il parere del Css non contiene prescrizioni negative, pertanto non verrà bloccato l’utilizzo terapeutico della cannabis e continuerò ad essere assicurato ai sensi della normativa vigente».

«Valuteò l’opportunità di recepire quanto indicato nel parere sulla necessitò di avviare una sperimentatizione clinica a maggior tutela dei malati. I pazienti sanno bene – prosegue il ministro nel comunicato – che mi sono impegnata personalmente ad aumentare le scorte di cannabis a uso medico e proprio nei prossimi giorni insieme al ministero della Difesa e a quello delle Politiche Agricole finalizzeremo l’accordo per migliorare il processo produttivo e l’approvvigionamento per i malati».

Parere positivo alla richiesta di maggiore sperimentazione espressa dal Consiglio è arrivata anche da una delle associazioni più attive in favore dell’utilizzo medicinale della cannabis, l’associazione Luca Coscioni, il cui coordinatore Marco Perduca ha affermato: «Siamo totalmente d’accordo in merito alla raccomandazione di lanciare studi pilota, in particolare a partire dalle varietà FM1 e FM2 prodotte in Italia presso lo stabilimento farmaceutico militare di Firenze».





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