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… dato che “non bisogna” parlare di coltivazione di cannabis, ma si possono comunque dare consigli utili per la coltivazione di vegetali in genere.

La semina è meglio sia sempre in vasetti singoli: per facilità di trapianto perché così non si danneggiano le radici, per un miglior controllo di ogni singola piantina. Per la semina (ed il radicamento delle talee) usate sempre un terriccio leggero, di tessitura fine, ben drenante e non concimato. Terricci specifici per semina e taleggio sono l’ideale. Per ogni seme di piante annuali vale la regola di interrarlo ad una profondità pari a due/tre volte il suo diametro. Non mettete i semi nel cotone o in tovaglioli di carta per farli germinare: servirà soltanto ad indebolire le future piante. Il mettere i semi nel cotone era un sistema che si usava nelle scuole elementari per mostrare ai bambini come nascono le piante. Nessun vivaista si sognerebbe di usare questa tecnica… e non usate bicchieri di plastica bianca al posto dei vasetti: essendo bianchi lascerebbero arrivare luce alle radici, danneggiandole. Un vero vasetto costa pochi centesimi di euro.

Il trapianto va eseguito in contenitori più grandi o in piena terra quando il pane di terriccio nel vasetto di partenza è pieno di radici. Se in vasi, preparare il fondo con 2-3 cm. di argilla espansa (da floricoltura, non da edilizia), mettere un poco di terriccio da trapianto (possibilmente “bio”) sopra all’argilla, sopra a questo terriccio un vasetto vuoto della stessa misura di quello da trapiantare e riempire il nuovo vaso di terriccio fresco. Poi estraete il vasetto: rimarrà un buco perfetto per il pane di terra con la piantina da trapiantare. Bagnate il giorno dopo per stimolare le radici ad allungarsi. Se il trapianto verrà eseguito in terra, preparate un buco di dimensioni almeno doppie del vaso da trapiantare (se anche molto più grandi, tanto meglio per la piantina, che potrà svilupparsi rapidamente senza problemi), mettete sul fondo una generosa quantità di terriccio ricco di nutrimenti come guano, letame, humus, ricchi anche di enzimi e batteri utili alla vita del terreno). Poi posate in questo terriccio il pane di terra con la piantina e chiudete il buco con il terreno smosso mischiato a terriccio. Non usate mai il terriccio usato in altri vasi, ma può essere un ottimo ammendante per il terreno.

I trattamenti antiparassitari saranno una buona misura di prevenzione contro infestazioni se eseguiti al momento del trapianto ed in momenti critici delle piante. Il miglior insetticida naturale, con un tempo di sicurezza di tre giorni, ma che sparisce completamente in poche ore, è il piretro (piretro vero, non piretrine sintetiche), estratto ricavato da un fiore africano, con un’ottima attività contro ogni tipo di insetto (non è nocivo per le api). Il piretro funziona solo se mischiato ad acqua leggermente acida (ph 6 circa). In presenza di infestazioni si consigliano almeno 3 trattamenti a distanza di 5-7 giorni, sempre al tramonto. Anche il sapone potassico è molto efficace contro numerosi insetti, ed in più apporta potassio utilizzabile dalle piante. Un’ottima miscela contro le crittogame in genere (muffe e funghi) è costituita da propoli in solu- zione alcolica unito all’estratto di equiseto. Anche il silicio, sotto forma di silicato di potassio, è utile in molte colture per rinforzare i tessuti vegetali e renderli così più difficilmente attaccabili da parassiti. Per evitare molte muffe, evitate di bagnare le foglie delle colture, specialmente se in presenza di sole. Bagnate soltanto il terreno, ed evitate concimazioni fogliari se non indispensabili.

La raccolta dei vegetali in genere si dovrebbe eseguire a piena maturazione, ma spesso esigenze commerciali (trasporto, conservazione) obbligano a raccogliere i vegetali prima della maturazione completa e talvolta a trattarli con metodi vari (gas, spray, raggi gamma, ultravioletti…) perché non si deteriorino prima di essere consumati. A me non piacciono i vegetali così trattati, e spesso solo un mercato locale riesce a fornire un prodotto ancora sano. Per altri vegetali, tipo le erbe officinali, si tratta di raccogliere un prodotto libero da parassiti di ogni genere ed eseguire una corretta (e possibilmente lenta) essiccagione: si eviteranno molti problemi e si potranno conservare meglio le proprietà delle officinali stesse.

I vegetali autocoltivati rappresentano una produzione fuori dal controllo di questo sistema di m.. che produce cibo di scarsa qualità. Attenti a non lasciar proibire anche la possibilità di autoprodursi cibo.

Scegliete comunque sempre varietà locali o tradizionali, ed evitate le nuove varietà modificate geneticamente (soia, mais… informatevi su quali specie vegetali bisogna fare attenzione): non si sa ancora la quantità di danno che potranno portare a tutto l’ambiente.

 





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