In tempo di fake news, in cui il giornalismo raccoglie i minimi storici della fiducia presso i lettori e negazionisti d’ogni genere ottengono ampia visibilità sui media, il sospetto che le cose non stiano esattamente come ci viene propinato è legittimo. Dubitare è un segno d’intelligenza, soprattutto quando in ballo ci sono grossi interessi, consegnarsi a mani basse alle teorie del complotto e regolarsi di conseguenza invece no.

Silvia Bencivelli è una sostenitrice del pensiero razionale e in “Sospettosi, noi e i nostri dubbi sulla scienza”, si domanda perché anche tra persone dotate di buona cultura siano in atto comportamenti antiscientifici. Nel libro pubblicato da Einaudi si affrontano i temi più caldi al centro del dibattito: dai vaccini alle terapie non convenzionali, dalle diete alla cura dei tumori.

L’autrice laureata in medicina e chirurgia, ma giornalista scientifica di professione, raccoglie le storie e le opinioni di persone oneste, non faziose con alle spalle scelte “cretine” per capire cosa ci rende tanto sospettosi nei confronti della scienza. Una risposta che più che nella testa risiede nella nostra pancia.





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