Uno dei massimi esperti di piante psicoattive lo abbiamo in Italia e, spesso, sulle pagine di Dolce Vita. A Giorgio Samorini, e alla sua curiosità senza confini, dobbiamo molto di ciò che oggi conosciamo in questo campo. Con il solito approccio multidisciplinare etnobotanico, in questo nuovo volume spinge la ricerca a sfatare alcuni luoghi comuni legati alle piante inebrianti e dedica un approfondimento a quelle italiane come il coriandolo, la lattuga selvatica, la mandragora e la zizzania oltre a riservare un capitolo alle origini della canapa nella Penisola.

Accanto alle piante nostrane, il ricercatore indipendente e antropologo delle droghe non dimentica di trattare l’ayahuasca, la jurema e il Peganum harmala che pur non appartenendo originariamente alla nostra cultura oggi hanno raggiunto l’Italia con implicazioni medicinali, grazie al rinnovato interesse per le proprietà terapeutiche di queste piante, e sociali. Un libro interessante che fa della scienza il punto di partenza della conoscenza fregandose delle speculazioni ideologiche e oscurantiste.

Qui un estratto da “Piante psicoattive”, per averne un assaggio.





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