Da “Vulcano” sono passati solo due anni, ma “Tarantelle” segna il grande ritorno di Clementino dopo l’esperienza tormentata della dipendenza da cocaina, l’ingresso in comunità, la riscoperta di sé e, finalmente, la rinascita.

Una discesa agli inferi e risalita raccontata in quattordici tracce su strumentali che vanno dall’hardcore, alla trap, fino alla dance hall e al cantautorato. Aperto dal freestyle “Ghandi”, l’album riconferma il rapper partenopeo come un numero uno assoluto, padrone di un killer flow e gustose punch lines, così come gli amici ospiti Fabri Fibra in “Chi vuole essere milionario”, Caparezza in “Babylon”, Gemitaiz in “Alleluia” e Nayt, voce nuova e molto interessante del rap nostrano, qui con Clementino in “Hola!”.

Un disco confessionale, che non tralascia la goliardia del rap game, temi sociali e qualche divertissement a sette punte (“Sempreverde”, “Smoke Bong”), perché Clemente rimane comunque un buongustaio: “Sogno un pacco di weeda pulita”, canta nel singolo “Un palmo dal cielo”, il che dovrebbe regalare qualche spunto di riflessione ai parrucconi proibizionisti.





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