Non poteva che arrivare il “9 maggio”, l’attesissimo esordio di Liberato, riportandoci là dove tutto è iniziato due anni e mezzo fa, compreso il tormentone sull’identità dell’artista. Oggi che l’universo Liberato ha trovato forma compiuta, però, la questione identità appare idealmente risolta: Liberato è Napoli.

Lo stesso giorno dell’uscita del disco, su YouTube sono comparsi cinque video di altrettante canzoni del disco, che non erano state ancora pubblicate.
È il “Capri Rendez-Vous”: una miniserie scritta e diretta da Francesco Lettieri, regista di tutti gli altri video di Liberato. Vengono messi così a fuoco i contorni di un progetto, in cui la musica non può prescindere dai video e viceversa, una narrazione culturale a tutto tondo, in cui vicende e personaggi sono il pretesto per attraversare quel set a cielo aperto che è Napoli e dintorni.

Anche la musica, scevra da influenze neomelodiche, ma orientata verso l’attuale panorama black americano e un’elettronica molto easy, con testi in napoletano e inserti anglofoni, è specchio della Napoli dal Dopoguerra a oggi.





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