Governo: Alfano, abbiamo 30 senatori e 27 deputati.

Siamo sempre in un labirinto di muri ideologici, che in realtà nascondono semplici quanto lucrosi interessi economici. Giovanardi non rappresenta il proibizionismo ideologico come sarebbe facile pensare, ma gli interessi delle lobby economiche che speculano e proliferano con il proibizionismo. Li abbiamo già citati ma vale la pena ricordare che tra i sostenitori di Giovanardi troviamo la “holding” di Andrea Muccioli (figlio del fondatore di San Patrignano che è stato allontanato dalla comunità della quale era direttore nel 2011, ndr) al primo posto, una comunità di recupero che fattura cifre inimmaginabili, grazie soprattutto alla manodopera gratuita; in verità credo sia l’unico caso dove lo stato ti paga per i propri dipendenti, d’altronde a memoria mi ricordo che Muccioli fu il primo e forse unico italiano a svolgere il servizio civile nella propria abitazione.

Poi ci sono gli istituti penitenziari che sono interessati all’assunzione di nuovo personale ed alla costruzione di nuove carceri e ci sono le forze dell’ordine che hanno più lavoro facile sequestrando la cannabis piuttosto che altre droghe. Poi c’è la criminalità organizzata che è interessata a mantenere il monopolio del mercato della cannabis, e quale cosca lavora di più con la cannabis? La ‘ndrangheta. Che guarda caso è tra le mafie più inserite negli ambienti politici locali regionali e non solo. Basta fare una piccola ricerca su internet e capirete di che si parla.

In questo contesto di interessi proibizionisti si aggiungono gli interessi di altre due lobby, da sempre molto importanti in parlamento, quella del tabacco e quella della farmaceutica. Tengono d’occhio il Canada dove con un colpo di spugna si è azzerato tutto, coltivazione personale, autoproduzione dei malati e produzione nei club (CSC) e si è dato tutto in mano a multinazionali private che gestiranno indisturbate il mercato.

In Italia quello che accadrà se riponiamo le speranze nel Parlamento è proprio questo, i lobbisti avranno la meglio sugli interessi dei tanti e riusciranno a controllare il mercato attraverso le multinazionali e vietando ai cittadini di poter auto produrre per il proprio consumo. Non possiamo che essere delusi quando leggiamo le “inutili” proposte di legge di cui prolifera il Parlamento, che annunciano la coltivazione personale, si contraddicono più volte su argomenti come amministrativo e penale, differenze tra permessi, registrazioni stile autodenuncia e altre imperfezioni quantomeno sospette di poca professionalità. Nessuna proposta chiara è stata invece fatta in direzione dell’autoproduzione e della liberazione vera e reale di una pianta.

Non possiamo mettere in dubbio la buona fede dei politici che le presentano, ma tutti noi sappiamo che le proposte di legge senza il consenso del proprio partito e comunque senza la maggioranza del Parlamento non avranno mai un iter e finiranno nel dimenticatoio come tante altre in passato. Lo sanno anche i politici stessi che con la scusa di creare il dibattito, ottengono il massimo risultato con il minimo sforzo, raccogliendo consensi a costo zero.

 





2 Comments

  1. Digamma Effe says:

    tra gli "speculatori", da voi citati, mancano (i piu' rappresentati e rappresentativi nel palazzo) quelli della casta degli Squali opss avvocati…chissa' perche'?! 🙂

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