Antiproibizionismo

ConFini Zero

phoca_thumb_l_giusto_sbagliatoConFiniZero è un cartello ampio ed eterogeneo che rappresenta ampi settori della società civile, dagli operatori alle associazioni del settore, dai partiti al sindacato, dai centri sociali ai liberi consumatori e a tutti quelli convinti che sia ora necessario attivarsi per dire no al disegno di legge sulle droghe firmato da Fini.

In data 07 novembre 2005 il cartello ConFiniZero ha richiesto un incontro con i parlamentari dell’Unione per discutere attorno al nuovo disegno di legge sulle droghe presentato da Fini e alle dichiarazioni di Giovanardi che intende farlo approvare dal Senato in una versione ridotta prima del prossimo appuntamento elettorale.

In questo incontro al Senato si è discusso dell’esigenza di fare chiarezza sui pericoli veicolati in questa legge, sulle contraddizioni proprie di ogni provvedimento proibizionista, ma soprattutto per porre l’attenzione su un diverso approccio possibile ai problemi legati al consumo di sostanze.

Il concetto da cui prende forma questo decreto, ovvero la criminalizzazione del consumatore, la messa in discussione della sua libertà di scelta, ma anche di cura, calpesta il referendum popolare del ‘93 che già 10 anni fa, aveva sancito la non punibilità penale del consumo.
Dietro la legge appare infatti chiara una più generale volontà di vietare e punire prima ancora del consumo, il comportamento e lo stile di vita di una cospicua parte della popolazione.
Segue poi l’abolizione della distinzione tra droghe leggere e pesanti; un’ulteriore modifica in linea con la precedente che getta in unico calderone tutte le sostanze, alimentando la propaganda terroristica della ‘tolleranza zero’.

Il disegno di legge svilisce il ruolo del servizio pubblico, scatenando una competitività sfrenata tra strutture pubbliche e private, umiliando e mortificando il lavoro e l’esperienza di chi, come gli operatori dei Sert e delle unità di strada, attraverso le strategie della riduzione del danno, limita gli effetti negativi dovuti al mercato nero e all’abuso di sostanze. Rispetto a metodi alternativi e alle sperimentazioni in atto negli altri paesi europei, invece di promuovere i servizi orientati a pratiche non coercitive, questa legge si basa su pericolose falsità antiscientifiche: la marijuana rende schizofrenici, non ha effetti terapeutici, il metadone nuoce ai tossicodipendenti.

Già a causa dell’attuale legge quasi il 40% della popolazione carceraria è detenuta per reati connessi alle droghe; se questa legge trovasse applicazione, sarebbero gravemente inasprite le vessatorie sanzioni amministrative che limitano le libertà personali.

Una legge che metterebbe in galera altre decine di migliaia di persone che fumano marijuana o che ne assimilano il principio attivo per uso terapeutico, aggravando così ulteriormente la già vergognosa condizione di sovraffollamento delle carceri e ignorando l’imminente necessità di attuare misure alternative alla detenzione per i tossicodipendenti. Una legge che fa comodo ai narcotrafficanti che si arricchiscono sul proibizionismo, mentre sulla scia dell’ennesima caccia alle streghe, i governi muovono guerre globali sventolando anche il vessillo della “war on drugs” planetaria.

Cartello Confini Zero



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