Confagricoltura e Coldiretti, tra le già grandi associazioni di agricoltori in Italia, si dicono pronte ad iniziare a coltivare cannabis a scopo medico, raccogliendo l’apertura del ministro della Salute Giulia Grillo che, per far fronte alla continua carenza del medicinale, ha da poco annunciato l’apertura a progetti privati di coltivazione oltre alle serre presenti allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze.

«Le aziende agricole sono pronte a organizzare specifiche filiere tracciate e controllate per soddisfare la domanda crescente del sistema sanitario nazionale», confermano da Confagricoltura. L’associazione ricorda, a questo proposito, che «i quantitativi di cannabis distribuiti dalle farmacie, che sono ancora insufficienti a soddisfare la domanda nazionale da parte dei pazienti, provengono prevalentemente dall’Olanda e dalla Germania e solo in piccola parte da produzioni nazionali, oggi affidate esclusivamente all’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze».

Le due associazioni, che hanno già fatto il loro ingresso nel settore della canapa industriale, scendono dunque in campo.
«Portare avanti – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – un progetto di filiera italiana al 100%, che unisca l’agricoltura all’industria farmaceutica, potrebbe essere un grande passo avanti per l’economia agricola italiana e per quella modernizzazione che le si richiede: adattarsi alle esigenze sempre nuove del mercato è di fondamentale importanza per il settore cardine del Made in Italy».
Secondo uno studio proprio della Coldiretti di qualche tempo fa, coltivare cannabis a scopo medico in Italia potrebbe garantire un reddito di 1,4 miliardi e almeno 10mila posti di lavoro dai campi ai prodotti finiti.





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