Sebastião Salgado è uno tra i più grandi fotografi dei nostri tempi, più volte candidato al premio di fotografo dell’anno. Con sua moglie ha dato vita ad un piccolo grande progetto di riforestazione in Brasile che vogliamo raccontare perché è un esempio del potere della natura di rigenerare se stessa, se curata.

Siamo a Aimores, nello stato di Minas Gerais, a nord di Rio de Janeiro. Sorgeva qui un ranch di pascolo di mucche, chiamato Fazenda Bulcao. Era stato di proprietà della famiglia Salgado fin dagli anni Quaranta. Fazenda Bulcao era nel cuore della cosiddetta foresta atlantica, seconda in biodiversità solo all’Amazzonia: a quel tempo, metà della proprietà era coperta di alberi.

Il padre di Salgado però pian piano tagliò tutti gli alberi. Vendette la legna e piantò erba per nutrire le mucche. Pian piano la terra si inaridì e il pascolo divenne impraticabile. Non cresceva più niente.
Era il tempo della deforestazione selvaggia.

Nel 1994 il figlio, già fotografo affermato, tornò a Aimores dopo lunghi mesi trascorsi in Rwanda a documentare il genocidio del paese e rimase colpito da quello vide. Ricordava il ranch verde e rigoglioso, con cavalli, fiumi, alberi e foreste. Ora invece c’era solo terra nuda e spoglia. Gli alberi non c’erano più.

Era anche un momento delicato nella vita di Salgado, quell’età in cui ti rendi conto che sei a metà strada, in cui i genitori invecchiano e hanno bisogno di te. E infatti i suoi gli chiesero di restare in Brasile, affidandogli la terra del ranch. Il fotografo, d’accordo con sua moglie, decise di restare e di riforestare.

Nel 1998 il governo designò l’area come una Reserva Particular do Patrimônio Natural (RPPN), che significa che in cambio di sgravi fiscali, i proprietari si impegnano a ripristinare terreni e a promuovere la biodiverisità. In seguito i Salgado cedettero la proprietà di Fazenda Bulcao alla collettività ed è tuttora una riserva naturale.

I Salgado hanno creato l’Istituto Terra come una non profit nel 1998 con l’obiettivo di riportare alla vita i 600 ettari di foresta tropicale della Fazenda Bulcao. Ad aiutarli è stato l’ingegnere Renato De Jesus, considerato uno dei più grandi esperti del tema in Brasile, visto che si occupa di riforestare ex-miniere. De Jesus disse loro che la terra, come loro stessi potevano vedere, era morta. Madisse pure che tutto può tornare a vivere se ci sono gli investimenti giusti.

Il cambiamento è stato graduale, ma spettacolare. Con il tempo e con le piante sono tornati insetti, uccelli e pesci. Nel giro di quasi vent’anni la foresta è tornata a essere quella che era.
L’Istituto Terra nel frattempo si è occupato di 700 progetti di ripristino ambientale in 170 comunità con l’obiettivo di riportare fiumi, foresta e fauna – uccelli, mammiferi, rettili, e anfibi – in zone a rischio.





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