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L’esperienza della maggior parte dei coltivatori di cannabis è concentrata sull’utilizzo delle luci artificiali in coltivazioni indoor. Si tratta di un metodo di coltivazione costoso e che richiede parecchia manodopera per arrivare a produrre il tanto desiderato oro verde. Coloro che coltivano outdoor, invece, hanno a che fare con altri parametri, come il suolo e la piovosità della zona in cui coltivano, e il prodotto finale risente dei cambiamenti climatici e dell’instabilità del suolo che con le rapide variazioni del clima sono difficilmente prevedibili. In generale, si può affermare che il miglior modo per coltivare è in serra. Queste strutture rappresentano un ibrido delle due tecniche di coltivazione (indoor e outdoor), collocate in una zona abbastanza grande per produrre fiori o frutti ed eseguire un buon controllo qualità sui prodotti a seconda della resa. La maggior parte del cibo consumato nel mondo viene prodotto tramite la coltivazione outdoor o in serra e l’idea di coltivare durante tutto l’anno è nata grazie all’avvento delle serre.

L’utilizzo di serre per coltivare cannabis permette di sfruttare i vantaggi di Madre Natura, come la luce del sole, che è superiore alla luce artificiale delle lampade, la presenza d’insetti predatori che mantengono l’equilibro nell’eco-sistema degli insetti e l’aria fresca dall’esterno che viene portata all’interno; il tutto senza i rischi della coltivazione all’aria aperta come il gelo, la pioggia e il vento. In latitudini più settentrionali come l’Olanda è possibile trovare lampade aggiuntive nelle serre. Quando le giornate sono brevi, le lampade si accendono per allungare la luce del giorno. Questo riduce i costi della luce e l’utilizzo delle lampade serve solo a colmare le carenze della luce naturale, non per tutto il ciclo di crescita delle piante.

L’industria delle serre è una delle parti più importanti e simbolo dell’agricoltura moderna, questo perché permette di fornire abbondanti prodotti freschi in modo stabile e sostenibile durante tutto l’anno. Tuttavia il processo di produzione in serra è molto più complicato, rispetto alla produzione all’aperto. La gestione attenta e precisa è assolutamente necessaria ai sensi di tale spazio circoscritto.
 In generale il sistema di una serra è costituito da elementi quali le strutture circostanti, la copertura, il sistema di raffreddamento e riscaldamento, l’ombreggiatura e il sistema di luce supplementare, il sistema di arricchimento di Co2, le strutture di fertirrigazione (fecondazione tramite irrigazione) e il sistema di controllo automatico. Le tecniche di coltivazione e le relative attrezzature sono necessarie e non dimenticate che l’essiccazione sarà una grande sfida di spazio, quindi è necessario tenerne conto quando si pianifica una serra. Nonostante sia necessario ricercare il tipo di serra in base alle dimensioni della produzione, è altrettanto importante essere in grado di controllare gli elementi dell’ambiente scelto per capire quali sono i limiti della produzione e scegliere le colture di conseguenza, cercando di assicurare il massimo della produttività. Allo stesso modo le dimensioni ed i costi di gestione dovrebbero essere presi in considerazione nel bilancio globale per le spese della serra.

In generale una serra ha temperature più elevate e livelli di umidità più elevati rispetto a quelli esterni. L’idea di automatizzare la maggior parte dei sistemi della serra si rivela vincente, ma la presenza di una persona con esperienza è una necessità enorme. Il controllo dello spazio per i parassiti delle malattie, del flusso d’aria, dell’irrigazione, dell’alimentazione, della luce, la pulizia dalla materia organica morta e così via sono frutto del lavoro di un esperto, e non basta certo un processo automatico. Gli aspetti che rendono vantaggiosa la coltivazione in serra, come il controllo della temperatura, possono rivelarsi disastrosi se non sottoposti all’attento controllo del personale esperto. Ogni pianta è costituita da cellule. Ogni cellula ospita all’interno centinaia di reazioni chimiche in ogni momento della giornata. Queste reazioni sarebbero molto lente, se non fosse per gli enzimi. Gli enzimi agiscono come catalizzatori per tutte le reazioni chimiche che avvengono nelle cellule (compresa la fotosintesi).

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Gli enzimi funzionano meglio in alcuni intervalli di pH e temperatura, a seconda del tipo di enzima. Un livello di pH troppo alto o troppo basso rallenta la funzione degli enzimi, potendo causare la morte delle piante. Una temperatura troppo bassa potrebbe non attivare la funzione degli enzimi e al contrario con una temperatura troppo alta la funzione degli enzimi sarebbe innaturale. Caldo, ma non troppo: le temperature di solito si traducono nella massima efficienza degli enzimi e di conseguenza nella crescita più rapida delle piante! Trovare la temperatura perfetta è come mettere il turbo alle vostre piante!

In che modo un maggiore livello di umidità potrebbe aiutare le mie piante? Aiuta a rallentare l’evaporazione dal suolo e dalle piante, visto che nell’aria è già contenuta un’elevata quantità di acqua. Le piante usano l’acqua durante la fotosintesi (6H20 + 6Co2 (più luce solare) = C6H12o6), quindi hanno bisogno di un rifornimento costante di acqua durante le ore di luce solare. Utilizzare alti tassi di evaporazione è qualcosa che le piante non apprezzano! Abbassando questo livello, si favorisce la fotosintesi senza permettere alle foglie di appassirsi. È possibile controllare le piante di cannabis controllando le ore di luce del sole; questo fattore permette ai coltivatori di cannabis di scegliere il periodo di fioritura a seconda della durata della vegetativa del turn-over annuale. Una serra specifica per la cannabis ha un sistema di tende oscuranti di tessuto che varia in base alle ore di luce che ci sono in ogni periodo dell’anno.

Ci sono due fasi della coltivazione in serra:
1 – Fase vegetativa della serra: durante la quale le piante sono in crescita ed equivale a 18 ore o più di luce e 6 ore o meno di buio. Le piante potrebbero crescere per sempre ed è qui che si coltivano le madri, i cloni e le piante in pre-fioritura. È possibile mantenere i ceppi viventi per decenni. Una volta che le piante raggiungono una dimensione desiderabile, essi vengono spostati nella zona di fioritura della serra.

2 – Fase di fioritura: si utilizzano le tende oscuranti per mantenere le giornate con 12 ore di luce e 12 ore di buio. È possibile bloccare la luce del sole in eccesso di cui la cannabis non ha bisogno quando si desidera indurre la fioritura.

Tenendo presente che le informazioni disponibili online su come costruire e adattare una serra alla coltivazione della cannabis secondo le proprie disponibilità finanziarie e di spazio sono scarse, spiegherò i principi fondamentali della personalizzazione di una serra per la coltivazione della cannabis. Le genetiche sono essenziali e le piante che sono testate in laboratorio, e hanno dimostrato di fornire un prodotto finito di alta qualità, sono gli strumenti dinamici di una serra. Il principio di mantenere una stanza per le piante madre con una “libreria” di madri conosciute e testate eviterà diversi problemi legati al trasporto, alla ricerca delle piante affidabili, all’introduzione di parassiti e malattie esterne e consentirà al responsabile della serra di sapere quando clonare e ruotare le colture in base alle date anziché alla disponibilità di piante.

Quindi, raccomando ad ogni coltivatore in serra di attrezzare una zona apposita per le piante madri e per la clonazione, sulla base dello spazio disponibile per la fioritura delle piante. Questa sezione dovrebbe essere funzionale per tutto l’anno ed è consigliato prendere in considerazione l’utilizzo di grow room da coltivazione indoor per preservare in sicurezza la “libreria” delle piante madri. Una volta che la zona per la vegetativa funziona correttamente, abbiamo a disposizione i cloni desiderati e conosciamo i tempi di fioritura si può organizzare l’anno intero in base al tempo di un ciclo di vita.
In questo modo, ad esempio, se si comincia con la coltura delle piante in fioritura il 1° gennaio, ci aspettiamo, a seconda che sia indica o sativa di tagliare dopo 7/8 e 10/12 settimane, rispettivamente. Questo significa che dopo 2 settimane di fioritura (circa metà gennaio) della prima coltura, è necessario organizzarsi per clonare le madri in modo che siano pronte per il secondo raccolto.

Se fosse un impianto da 8 settimane di fioritura, servirebbero 2 o 3 settimane per tagliare e ottenere le radici, e 2 o 3 settimane per far crescere il clone radicato fino ad una dimensione decente per andare direttamente in fioritura appena il primo raccolto viene tagliato. Ciò consentirà di ridurre il tempo di aratura in serra e di aumentare l’efficienza. Si richiede la pianificazione, l’esperienza, lo spazio e un paio di trucchi su come tagliare il 20% in più di cloni del necessario, questo nel caso le piante si ammalino o si verifichino problemi.

Vediamo i dettagli pratici per fare in modo di avere tutto l’anno le piante in crescita. Se cominciamo a lavorare su una pianta che ha bisogno di 8 settimane di fioritura, i cicli di fioritura e di turn-over andranno come segue:
Primo raccolto (gennaio-febbraio):
Metà gennaio taglio cloni
Febbraio pre-crescita

Secondo Raccolto (marzo–aprile):
Metà marzo taglio i cloni
Aprile pre-crescita

Terzo raccolto (maggio-giugno):
Metà maggio taglio cloni
Giugno pre-crescita

Quarto raccolto (luglio-agosto):
Metà luglio taglio cloni
Agosto pre-crescita

Quinto raccolto (settembre-ottobre):
Metà settembre taglio cloni
Ottobre pre-crescita

Sesto raccolto (novembre-dicembre):
Metà novembre taglio cloni
Dicembre pre-crescita

Questo sarà il massimo possibile, se tutto è andato secondo i tempi previsti e la fioritura si è svolta senza problemi. 
Tuttavia, mantenere la coltivazione attiva tutto l’anno avrà costi aggiuntivi come il riscaldamento da ottobre a marzo e l’illuminazione supplementare nello stesso periodo secondo l’intensità della luce della stagione e secondo la geografia della serra.
 Considerando che la Cannabis sativa impiega 4 settimane in più della Cannabis indica, ma può anche produrre molto di più, è possibile designare diverse aree per i diversi ceppi. Controllare la fioritura significa proprio questo: per ottenere una fioritura a ciclo continuo è possibile lasciare le piante di sativa 4 settimane in più nello stesso spazio e scaglionare i raccolti secondo le genetiche. Si raccoglieranno quindi le piante di indica e alcune settimane dopo quelle di sativa, riducendo così i carichi di lavoro. La razionalizzazione della crescita annua in serra è possibile solo una volta che si è conclusa una stagione completa e che si è lavorato con le stesse piante 2 o 3 volte per vedere le idiosincrasie di ogni ceppo.

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Le capacità organizzative di un buon manager agricolo saranno essenziali: è possibile far crescere le piante madri abbastanza per prelevarne le talee, oppure si può scegliere di clonare continuamente le piante in modo da tenere uno stock di piante in qualsiasi momento. Entrambi gli stili di progettazione richiedono buoni programmi di manutenzione e fumigazione preventiva, per ridurre il rischio di parassiti e malattie, e un controllo costante delle condizioni igieniche sia per i lavoratori sia per le piante per ottenere la migliore qualità di fiori. Una volta che la produzione diventa stabile, il prodotto è costante e i rendimenti sono controllati, sarà quindi possibile prevedere la capacità totale di produzione della serra. Ovviamente lo stock dei prodotti ha una durata che può essere estesa se i prodotti sono sigillati, conservati e stoccati alle giuste temperature direttamente sul posto. Durante i periodi in cui le piante sono in fioritura ci sarà tempo per elaborare il raccolto precedente, fare estrazioni e fare le riparazioni o le aggiunte alla serra. Il fatto di vendere i prodotti di una coltura quando il mercato è buono sarà un’altra preoccupazione di un buon manager e le cose sono più facili quando l’azienda ha a disposizione anche un magazzino.

Tutti gli elementi della coltivazione in serra si stanno evolvendo e sviluppando aiutando i coltivatori ad abbassare i costi di produzione avvicinandosi alle tecniche dell’agricoltura piuttosto che quelle utilizzate dalle aziende farmaceutiche; ciò significa che i pazienti trarranno vantaggio da farmaci più economici, estrazioni e livelli di produzione uniformi con qualità costante, a prescindere dalle condizioni atmosferiche esterne. Anche se i costi iniziali di allestimento possono risultare elevati il ritorno sarà soddisfacente, se la serra è ben pianificata e gestita in maniera disciplinata e precisa. Prima o poi la gente si renderà conto che la cannabis coltivata in serra è buona come quella coltivata indoor, e questo sarà il futuro della coltivazione!





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