Quando piantiamo un seme, le indicazioni sulla confezione ci dicono più o meno quante settimane impiegherà quella genetica a portare a termine il ciclo di fioritura. Quindi se per esempio c’è scritto 7 o 8 settimane, sapremo che ci vorranno 50/60 giorni dal momento in cui le piante entrano in fioritura, ovvero quando saranno esposte a 12 ore di luce artificiale o solare al giorno. Queste indicazioni però non ci dicono esattamente quando la nostra pianta è pronta e spetterà al grower stabilirlo osservando i tricomi.

Alcuni coltivatori guardano i pistilli, che però non sono molto affidabili perché variano da genetica a genetica e a volte, fattori come stress o sbalzi di temperatura possono cambiarne il colore, indipendentemente dallo stadio di maturazione della pianta.
I tricomi, invece, ci dicono con esattezza quando è giunto il momento di tagliare e mettere a seccare.

Queste piccole ghiandole di carattere secretivo costituiscono in pratica la resina. Si possono osservare a occhio nudo sui fiori e sulle foglie delle piante in fioritura, ma è sempre meglio usare una lente di ingrandimento o un microscopio. Durante la crescita della pianta si sviluppano gradualmente: prima spunta la base e poi man mano si sviluppa una sorta di testa rotonda che cresce e cambia colore passando dal trasparente al bianco al color ambra per poi deteriorarsi e sparire.

La testa dei tricomi contiene sia i cannabinoidi sia i terpeni e quindi ogni cambiamento nella forma e nel colore influirà anche su queste molecole. A seconda del colore e della dimensione dei tricomi avremo un determinato effetto psicoattivo e diverse sfumature di profumo delle cime, determinate invece dalla combinazione dei terpeni. Per esempio, ho notato che il fenotipo che possiedo di Banana Punch ha un intenso profumo di banana se le piante vengono raccolte con i tricomi trasparenti, mentre se si aspetta, emerge anche un tocco di frutti di bosco.

Per decidere quando tagliare dobbiamo quindi conoscere prima di tutto le caratteristiche della genetica che stiamo coltivando e poi tener conto anche delle nostre esigenze. Se il fine del nostro raccolto è quello di estrarre la resina e non di fumare le cime, non va dimenticato che lo stadio dei tricomi cambierà anche le caratteristiche delle varie estrazioni che si possono ottenere.

Alcuni consigli pratici: se abbiamo davanti una sativa o un ibrido a maggioranza sativa, l’effetto che ci si aspetta è di allegria, euforia, energia e allora sarà meglio tagliare quando il colore della maggioranza dei tricomi è tra il trasparente e il bianco. Opposto invece sarà l’effetto che ricerchiamo nelle indiche: più rilassante, soporifero, anti dolorifico ecc. e quindi il colore dei tricomi dovrà essere tra il bianco e l’ambrato. Se invece per esempio volessimo esaltare e valorizzare un profilo terpenico citrico, sour o haze, è preferibile raccogliere quando i tricomi sono trasparenti/lattei e non ambrati.

Ricordiamo però che oltre il colore cambia anche la dimensione e quindi più grande è la ghiandola maggiore sarà la quantità di cannabinoidi e l’intensità dei terpeni.

a cura di Hilde Cinnamon
Grower residente a Barcellona. Ha un cultivo, un’associazione cannabica e una selezione di genetiche più che rispettabile. Instagram: @hilde.cinnamon





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