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Coltivare semi per hobby

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Sono in molti a chiederci come fare a produrre semi con le piante che coltivano da un po’, perciò mi dedicherò, in questo numero, ad alcuni fattori che vanno presi in considerazione se si vuole produrre dei semi. Analizzeremo alcune caratteristiche che vanno ricercate nelle piante maschili della specie e cercheremo di identificare tutte le possibili aree coinvolte in questo processo in modo da rendere il coltivatore abbastanza fiducioso da tentare questa attività. Il risultato più soddisfacente per i coltivatori di qualunque tipo di pianta è ottenere un prodotto seguendo i metodi naturali. Il risultato più soddisfacente per i coltivatori di qualunque tipo di pianta è ottenere un prodotto seguendo i metodi naturali.

La maggior parte dei coltivatori casalinghi sa già selezionare una pianta femminile perché contiene i grappoli e produce una maggiore quantità di cannabinoidi (gli ingredienti attivi caratteristici della cannabis) rispetto alla pianta maschile. Quindi, come regola generale, se volete che la vostra pianta femminile raggiunga il suo massimo potenziale e produca quantità sostanziose di cannabinoidi, dovete eliminare tutti i fiori maschili, altrimenti la pianta femminile sarà impregnata di polline maschile e, di conseguenza, i fiori femminili inizieranno a produrre semi. Inoltre, in questa fase la maggior parte delle energie della pianta verrà utilizzata per produrre i semi e quindi si avrà una riduzione della produzione di cannabinoidi. Ed è per questo motivo che la maggior parte dei coltivatori preferisce coltivare le piante femminili senza la presenza di quelli maschili, per produrre fiori sinsemilla (senza semi).

E’ perciò importante notare che, per produrre i semi, avrete bisogno di una pianta maschile e una femminile in momenti precisi. Considerando che le piante maschili tendono a fiorire nel momento in cui vengono esposte a 12 ore di buio al giorno, come quelle femminili ma più velocemente di queste, dovrete programmare la vita delle vostre piante in modo da massimizzare la quantità di semi che può essere prodotta.

La cannabis è una pianta eterozigote e il suo codice genetico deriva da entrambe le piante genitrici. Per questo motivo potete scegliere dei particolari fenotipi e genotipi da ognuna delle nuove generazioni di semi, in modo da poter coltivare, in modo selezionato, la cannabis con la caratteristica che preferite.

 

Per fare un esempio, prendiamo due specie pure come Indica e Sativa. Ammettiamo che la pianta maschile è una pura indica dell’Afghanistan. Le sue caratteristiche sono: foglie grandi, colore verde scuro, forte aroma fruttato, grappoli piccoli e folti ed una tendenza a fiorire completamente in 7 settimane. Proviamo ad unire questa pianta maschile ad una pura sativa femminile della Tailandia, le cui caratteristiche sono: foglie lunghe e sottili, tonalità che vanno dal verde lime al verde oliva, con un aroma di pino o speziato, lunghi fiori delicati ed una tendenza ad un lungo periodo di fioritura, di oltre 10 settimane. In questo modo otterremo diverse combinazioni tra cui scegliere. Sarà necessario testare molti dei semi generazionali risultanti(F1) per capire quale combinazione è in linea con l’area genetica di interesse che desiderate seguire.

Il seme F1 mostrerà chiaramente di essere un ibrido di sativa e indica in vari modi, o perché i suoi fenotipi presentano dominanti caratteristiche sativa o predominanti caratteristiche indica oppure una buona proporzione dei semi F1 può presentare una combinazione di entrambi i genitori in diverse quantità. Considerando che il fenotipo presenterà alcune caratteristiche, la parte più consistente e difficile del lavoro è l’identificazione della particolare piantaF1 che porta con sé il genotipo che combina quelle caratteristiche nel suo DNA. Riuscirete nell’intento solo dopo numerosi tentativi ed errori, varie generazioni di semi consecutive e molte analisi…è ciò che chiamiamo COLTIVAZIONE SELETTIVA.

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In pratica, come facciamo a produrre quel seme F1 desiderato? Se continuiamo ad utilizzare l’esempio sativa: indica, posso guidarvi nel tentativo.

Se la pianta Sativa femminile è cresciuta ed ha raggiunto la fase di 12 ore o più di buio, gli ormoni all’interno della pianta trasformeranno il ciclo di crescita in uno di fioritura. La Sativa presenterà piccoli peli simili a pistilli a conferma che è iniziato il processo di fioritura. Quando avrete raggiunto questa fase, vi raccomandiamo di mantenere la vostra pianta maschile Indica in un luogo in cui possa ricevere 16/18 ore di luce in modo da mantenerla in una fase di crescita, dando al tempo stesso alla pianta femminile il tempo per svilupparsi e diventare abbastanza matura da produrre un raccolto buono e fertile. Se la pianta maschile impollina quella femminile troppo presto, quest’ultima produrrà una piccola quantità di semi perché la pianta smetter di svilupparsi e utilizzerà tutte le sue energie per produrre i semi invece che per sviluppare i grappoli di fiore. Se, al contrario, la pianta femminile viene impollinata troppo tardi, si avranno molti semi bianchi e inutili…perciò, nella produzione di semi, la cosa più importante è ottenere una pianta femminile matura e pronta.

Come regola generale, se fate fiorire la pianta maschile 2 settimane dopo aver identificato sulla pianta femminile i segni visibili di fioritura, l’impollinazione produrrà una buona quantità di semi estremamente scuri e in salute. Tuttavia, se utilizzate un’unica pianta maschile per impollinare una serie di piante femminili, è possibile far fiorire queste piante tutte nello stesso momento ma è meglio posizionare una busta di plastica sulla pianta maschile, per controllare la dispersione del suo polline. Un altro buon metodo per controllare l’impollinazione consiste nel cospargere le piante femminili con il polline raccolto e risulta utile quando il ciclo naturale di fioritura delle piante maschili e di quelle femminili non è sincronizzato.

Dopo aver introdotto la pianta maschile nel ciclo di fioritura, occorreranno approssimativamente 2 settimane prima che i fiori maschili diventeranno visibili. Dopo 2 giorni, i fiori maschili matureranno e si apriranno rilasciando nell’aria il proprio polline e, dal momento che il fiore femminile è pronto a ricevere il polline, inizierà la germinazione. E’ possibile controllare la quantità di polline maschile e la pianta femminile che deve essere impollinata con esso. Entro due settimane si vedrà chiaramente che sta crescendo il seme e la pianta femminile smetterà di far crescere i fiori ma impiegherà le proprie energie nello sviluppo dei semi. Quando la pianta femminile avrà seguito il suo ciclo vitale naturale e inizierà a morire, il seme maturerà.

Tagliare l’intera pianta femminile ed appenderla con tutti i semi per 3 o 4 settimane assicurerà al seme il periodo adatto per irrobustirsi e diventare utilizzabile. E’ risaputo che a volte un seme troppo fresco ha dei problemi a germinare ma, se lasciate il seme fresco per la prossima stagione, dovreste ottenere una completa germinazione del seme F1. Perciò è importante avere pazienza nel produrre e trattare con i semi.

L’importanza della selezione delle piante con le caratteristiche utili per il coltivatore è la principale ragione per cui la genetica è evoluta. Per evitare un lavoro duro, è necessario selezionare attentamente le piante maschili delle varie specie, il che significa che bisogna testare molti semi F1 derivati da una particolare pianta maschile per verificare se le caratteristiche legate al sesso sono reali oppure no. Le piante maschili che fioriscono indipendentemente dalle ore di luce diurna vengono in genere eliminate per garantirsi contro l’ermafroditismo o contro caratteristiche maschili indesiderata. Anche le piante maschili che fioriscono troppo in fretta o crescono troppo in altezza non sono le migliori da coltivare perché impiegano molte delle proprie energie nella produzione di fibre il che non costituisce la caratteristica che si cerca in una pianta medicinale. Sono inoltre maggiormente ricercate le piante maschili con stelo principale ampio e cavo piuttosto che quelle con stelo consistente…il motivo sta nel fatto che le prime producono una maggiore quantità di THC rispetto alle altre. Piante maschili che producono grappoli di fiori molto fitti invece che grappoli sparsi e delicati sono le migliori da coltivare. Infine, se strofinate con le dita lo stelo di una pianta maschile in sviluppo ed ottenete odori o aromi molto forti (terpine), vi consiglio di utilizzare quelle piante maschili perché la produzione di tricomo e aromi è strettamente collegata a piante che producono odori in anticipo. Esistono diverse altre caratteristiche da ricercare un una pianta maschile ma sono un po’ avanzate e la ricerca andrebbe effettuata con l’ausilio di un microscopio, ma in effetti non sono importanti per chi fa il coltivatore per hobby.

Lo scopo dei coltivatori affidabili è quello di iniziare con piante con un buon codice genetico, in questo modo infatti si risparmiano anni di selezione e si evitano dubbi riguardo l’origine, ecc…e se proseguite con l’ibridazione di piante che avete selezionato personalmente riuscirete a selezionare e a stabilire le qualità che desiderate in una pianta. Dopo aver coltivato 5 generazioni di semi, la pianta che otterrete sarà unica perché deriva dal vostro processo di selezione personale e sarà inoltre diversa dalle piante genitrici, essendo in effetti una vostra creazione. Il processo di produzione di semi tramite selezione è un risultato soddisfacente e il più vicino possibile a quello che avrebbe fatto Madre Natura, perché non siete intervenuto chimicamente o avete manipolato geneticamente la pianta. Il processo di selezione è lungo e non è fatto per tutti ed è per questo che le Compagnie di semi hanno tempo nella ricerca di piante maschili e femminili di Cannabis nel corso degli anni. Con il tempo, la concentrazione e molta pazienza, la vostra capacità di riconoscere le caratteristiche desiderabili e indesiderabili si affinerà. Una mente aperta e un senso dell’istinto molto sviluppato saranno i migliori strumenti per coltivare erbe medicinali di buona qualità.

Attenzione: ricordiamo che in Italia i semi di Cannabis sono esclusi dalla nozione legale di Cannabis, ciò significa che essi non sono da considerarsi sostanza stupefacente (L. 412 del1974, art. 1, comma 1, lett.B; Convenzione unica sugli stupefacenti di New York del 1961 e tabella II del decreto ministeriale 27/7/1992). In Italia la coltivazione di Cannabis è vietata (art.28 e73 del DPR




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