La stima italiana racconta che nel nostro paese ci siano almeno 100mila persone che coltivano cannabis (illegalmente): un’enorme disobbedienza civile sopita che in questo periodo, complici le misure d’emergenza che ci tengono tutti a casa, sta sicuramente crescendo.

Abbiamo quindi pensato di mettere insieme le 10 regole d’oro (più una), che possano essere comprese da tutti e rappresentare un buon punto di partenza per un futuro più verde (naturalmente ai fini di una più completa cultura generale e in attesa che anche nel nostro paese questa pratica venga legalizzata).

Attenzione: coltivare cannabis in Italia costituisce un reato penale. La sua coltivazione, anche a solo scopo di consumo personale, è infatti punita dall’articolo 73 del DPR. 309/90, con pene comprese tra 2 a 6 anni di carcere. Approfondimento legale a cura del nostro avvocato: Coltivazione ad uso personale: quando non è reato

1. Informati
Una risorsa a cui è impossibile rinunciare, sia per i neofiti che per i più esperti, è sicuramente il forum di Enjoint, dove potete trovare un’infinità di contenuti con le informazioni più disparate e soprattutto migliaia di utenti con i quali condividere informazioni: questo, dal 2003, è il punto di riferimento dei grower italiani (server estero, registrazione anonima e gratuita).
Segnaliamo anche le preziose rubriche dedicate alla coltivazione presenti qui sul nostro sito, dagli articoli di Shantibaba (guru internazionale del settore), alla sezione “prime armi” per i principianti e “pro” per chi ha già esperienza. Per chi preferisse un manuale cartaceo, la bibbia è considerata il libro di Cervantes “Marijuana: orticoltura indoor e outdoor” e il più recente “Come coltivare cannabis indoor 2.0” di Mr. Josè.

2. Le basi
E’ un mercato ampio, molto specializzato dove è meglio fare le cose passo dopo passo e implementarle con il tempo. Parti dall’idea che stai semplicemente per coltivare una pianta di cui godrai poi i frutti, con tutte le attenzione che comporta. Lasciando da parte tutte le informazioni teoriche, inizierai davvero ad imparare quando metterai le mani nella terra, ed ogni errore sarà prezioso come i migliori consigli che riceverai, per fare meglio la prossima volta.

3. Scegli il metodo di coltivazione
La prima cosa da fare è capire dove e come vorrai coltivare. A seconda del fatto che tu scelga uno spazio chiuso, un campo all’aperto o una serra, cambieranno completamente le condizioni di coltivazione e gli acquisti che dovrai fare per il tuo progetto. Se hai uno spazio al chiuso opterai per una coltivazione indoor, se hai un giardino o una serra la coltivazione sarà invece in outdoor o in greenhouse. Nel caso in cui tu scelga di coltivare indoor, la scelta si amplia ulteriormente in base al metodo di coltivazione: lasciando stare per ora tecniche più complesse come l’idroponica e l’aeroponica, il metodo più semplice è quello di iniziare con dei classici vasi di terra. Se invece non hai spazi né al chiuso né all’aperto in cui affrontare la coltivazione, la scelta può essere quella di fare guerriglia gardening, e quindi trovare un posto all’aperto, che sia appartato e poco visibile, ma raggiungibile da te e dalla luce solare, dove mettere a dimora le tue piantine.

4. Scegli i semi giusti per te
I semi oggi vengono venduti dalle seedbank, aziende che negli anni hanno appunto creato diverse genetiche, incrociando tra loro le piante di diverse varietà per dare vita a nuove linee. Le tre tipologie di semi che in genere puoi trovare sul mercato sono regolari, femminizzati e autofiorenti. I primi possono dare vita a piante maschio o femmina (quelle che producono le infiorescenze), i secondi nella stragrande maggioranza daranno vita a piante femmina e gli ultimi sono stati ottenuti relativamente di recente e sviluppano piante più piccole che necessitano di 80/90 giorni per essere pronte. La differenza principale, oltre che nel quantitativo di cannabis raccolta, sta nel fatto che per coltivare le prime due tipologie ci sono dei cicli di illuminazione da rispettare per far passare la pianta dalla fase vegetativa a quella della fioritura, mentre per le autofiorenti questa regola non vale. Su molti siti, per orientarvi nella scelta del giusto seme, vi sarà consigliato di scegliere in base alla predominanza sativa o indica nella varietà. Se a livello generale le predominanti indiche fioriscono prima e hanno dimensioni minori, quelle a predominanza sativa necessitano di tempi più lunghi. Ma la vera variabile sta nel contenuto di cannabionidi che la tua pianta esprimerà: tutte le seedbank indicano in genere i livelli dei due cannabionidi principali (THC e CBD). Ultima cosa: negli ultimi anni molte seedbank hanno sviluppato varietà di cannabis ricche di CBD, che potrete acquistare dai loro cataloghi. Ecco dove acquistare questi semi (anche in questo periodo).

5. Aerazione ed estrazione
Se la tua scelta è stata quella di coltivare indoor, il ricambio d’aria è fondamentale, sia per la gestione della coltivazione, che per la tua sicurezza, evitando odori che potrebbero portare a conseguenze negative. Per fare in modo di avere un ricambio costante di aria bisogna scegliere l’estrattore giusto e assicurarci che la distanza tra la growbox e l’uscita della condotta non sia superiore ai 5 metri. Per la gestione degli odori è fortemente consigliato un filtro ai carboni attivi che va adattato all’estrattore per avere una maggiore efficienza. Altro parametro da tenere in considerazione è quello dell’umidità da modificare con deumidificatori o umidificatori a ultrasuoni. Il parametro da tenere è un range di 65-75% nella fase di crescita e non oltre il 50% in fioritura.

6. Illuminazione
Sempre nel caso di coltivazione indoor, avrai bisogno anche di un sistema di illuminazione, uno degli aspetti più affascinanti e complessi di questa metodica. Il kit per l’illuminazione di solito è composto dal bulbo, dall’alimentatore e in molti casi dal riflettore (raffreddato oppure no). Per semplificare molto la situazione diciamo che ad oggi le due grandi scuole di pensiero sono quelle di chi predilige i bulbi HPS o i LED, un mondo diviso a sua volta in varie fazioni. Vi rimandiamo a questo articolo o a quest’altro.

7. Fertilizzanti
Per migliorare il tuo raccolto e la resa delle tue piante, dovresti pensare ad utilizzare dei fertilizzanti. In generale ne esistono due tipi: organici e minerali. I primi rilasciano i componenti più lentamente e sono probabilmente più indicati per chi inizia.  In genere chi coltiva utilizza un prodotto per la fase vegetativa, un altro prodotto per la fioritura, e un terzo prodotto, chiamato in genere booster, da utilizzare verso la fine del raccolto. Nel caso di utilizzo di terriccio prefertilizzato il consiglio è di usarlo così e non aggiungere nulla almeno fino seconda o terza settimana. Qui potete trovare informazioni aggiuntive. Qui invece un report di coltivazione con super soil e qui un articolo con i marchi principali.

8. Acqua
L’acqua del rubinetto contiene un’enorme quantità di minerali che complicano la capacità di mantenere i livelli di pH stabili e fornire un’alimentazione bilanciata, quindi il primo consiglio è quello di far decantare l’acqua in contenitori aperti per 48h prima dell’utilizzo. Il secondo è quello di acquistare un piccolo pH tester analogico. Se i valori della vostra fonte idrica non si attestano tra il 5.5 ed il 6.5 allora bisogna ricorrere ai ripari utilizzando le soluzioni in polvere per diluire i liquidi chiamati pH down e pH up, che servono rispettivamente per abbassare o alzare il tasso di pH della vostra acqua.

9. Raccolta
Arrivato a questo punto il consiglio fondamentale è solo uno: abbi pazienza. L’errore che molti commettono è quello di raccogliere le piante troppo presto o, più raramente, troppo tardi. Il tempo di fioritura varia per ogni strain e cambia anche a seconda del metodo di coltivazione e delle condizioni pedoclimatiche. C’è una finestra di 2 settimane che in genere è il tempo adatto alla raccolta. Un consiglio può essere quello di utilizzare una lente o un microscopio per analizzare i trinomi presenti sulle cime: all’avvicinarsi della raccolta, le teste delle ghiandole passeranno dal bianco chiaro al giallo sabbia ed infine diventeranno color ambra man mano che inizieranno ad andare oltre la maturazione. Per maggiori informazioni leggi qui.

10. Pulizia ed essiccazione
No, con la raccolta non sono esaurite le operazioni necessarie. C’è un ultimo passo che non va assolutamente trascurato o rischierai di vanificare tutta la fatica fatta fino ad ora. Parliamo dell’essiccazione delle cime, che va eseguita in modo corretto e di un altro passaggio precedente, quello del trimming. Molti grower infatti puliscono le proprie cime, prima di metterle ad essiccare, mentre altri preferiscono farlo dopo. L’operazione necessaria è quella di tagliare via dalle cime le foglie e i rametti in eccesso, avendo cura di conservare tutto il materiale che può poi essere utilizzato ad esempio per fare estrazioni o il Magic butter. Tutto ciò di cui avrai bisogno è una postazione comoda, forbici affilate e possibilmente arrotondate e dei vasetti dove dividere le cime dal resto. Per pulire le forbici mano a mano che la resina si accumula, puoi usare un panno imbevuto di un po’ di alcol, oppure puoi semplicemente scaldare le forbici con un accendino prima di passarle con un panno. Per l’essiccazione invece il consiglio in genere è quello di usare dei barattoli di vetro e che andranno conservati in un luogo buio, fresco e asciutto. A livello generale la procedura potrebbe essere questa: dopo aver tagliato i rami e aver tolto le foglie più grandi, lasciarli ad asciugare per 2 settimane al buio, possibilmente in un luogo con una temperatura intorno ai 20 gradi e umidità relativa intorno al 50%, assicurando un ricircolo dell’aria. Poi si può passare al trimming e poi a riporre le cime nei vasi. Non riempire il barattolo del tutto per fare in modo che resti dell’aria dentro e lascialo per almeno altre 3 settimane in un luogo buio e asciutto.

11. Informa a tua volta
Dopo aver portato a termine la coltivazione, con i frutti del tuo raccolto pronti per essere consumati, c’è ancora una cosa che puoi fare, per te e per tutta la comunità. Informare le persone a te vicine su questa possibilità, condividendo i tuoi errori e i tuoi passi falsi sui forum, o magari mandando a noi un tuo report sulla coltivazione. Le informazioni condivise sono ciò che c’è di più prezioso per i grower di tutto il mondo. Esattamente come tu hai usato le informazioni fornite da altri per portare a termine il tuo ciclo, c’è un neofita che si avvicina a questo mondo che magari riuscirà a coltivare le proprie piantine proprio grazie al tuo aiuto!





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