Ha ceduto cannabis ad un paziente per sottolineare le difficoltà d’accesso alle cure a cui va in contro chi in Italia ha bisogno di cannabis per la propria patologia e per sottolineare il gesto alle istituzioni e renderlo evidente a tutti, oggi andrà ad autodenunciarsi in questura.

E’ l’iniziativa di Riccardo Magi, deputato di +Europa/Radicali che, dopo aver coltivato la propria pianta aderendo alla disobbedienza civile lanciata da Meglio Legale con #iocoltivo, ha deciso, lo scorso 31 ottobre, di regalare le infiorescenze raccolte, conservate in un vasetto, a Walter De Benedetto.

“Ho ceduto a titolo gratuito a Walter De Benedetto la cannabis da me coltivata e prodotta avendo aderito alla campagna #IoColtivo promossa da Meglio Legale. Sono consapevole che quest’azione costituisce reato in base alla legge italiana ma ritengo questa legge ingiusta e intendo rafforzare con la mia azione la battaglia di Walter per il rispetto del diritto alla salute e per la modifica della legislazione italiana sulle droghe”, ha infatti dichiarato il deputato che oggi si recherà alla Questura di Piazza del Collegio Romano a Roma per autodenunciarsi in seguito alla cessione.

Walter De Benedetto è un paziente affetto da anni da artrite reumatoide, una patologia complessa che causa fortissimi dolori che la cannabis contribuiva a gestire. Nonostante la regolare prescrizione di cannabis terapeutica, che gli permetterebbe di migliorare la qualità della vita, De Benedetto è stato costretto – come spesso accade per molti pazienti – a sopperire alle lacune pubbliche con l’auto-produzione dal momento che non riusciva a ottenere la quantità di cannabis riportata dalla prescrizione. Una scelta, quella di coltivare cannabis nel proprio giardino, che lo ha portato a essere indagato per coltivazione di sostanza stupefacente in concorso.

Un situazione davvero insostenibile che aveva portato il paziente, supportato da Meglio Legale, a fare un appello direttamente al presidente della Repubblica Matterella, chiedendo il rispetto del diritto di cura.

Le difficoltà dei pazienti italiani continuano ad essere ignorate dalle istituzioni nonostante i numerosi appelli e le richieste d’aiuto, una situazione insostenibile per migliaia di persone che già devono fare i conti con la propria patologia, spesso grave e invalidante.

Riccardo Magi, che abbiamo raggiunto al telefono, ci ha spiegato che: “Chiederò chenzie confronti della mia autodenuncia con anche la documentazione fotografica della cessione che ho fatto a Walter De Benedetto – che è nella situazione di migliaia di altri pazienti – e che definisco a fini terapeutici, si proceda, per essere indagato e fare in modo che la giustizia faccia il suo corso. Ricostruirò anche tutta la storia della cannabis che io cedo, coltivata aderendo alla disobbedienza civile #iocoltivo di Meglio Legale, che avevo già dichiarato e documentato. Tutte le iniziative si legano: oggi in Italia c’è la mancata applicazione delle leggi sulla cannabis terapeutica e avere terapie adeguate da una parte, e dall’altra leggi antiscientifiche e repressive continuano a creare tanta, troppa sofferenza. Quindi da una parte voglio rafforzare l’iniziativa di Walter e dall’altra chiedere che sia cambiata la normativa sul testo unico degli stupefacenti, a partire dal fatto che la coltivazione domestica nondovrebbe rappresentare reato”.

Ma che Stato è quello in cui nonostante una cura sia legale, per portare all’attenzione delle istituzioni un problema, c’è un deputato che sta andando ad autodenunciarsi? “E’ uno stato che su questa vicenda, così come su tante altre, nega il senso stesso delle istituzioni che dovrebbe essere quello di garantire il rispetto della legge, qui c’è una mancata applicazione di una legge dello stato, che dall’altra parte continua a infliggere sofferenze ai cittadini grazie ad un impianto proibizionista. Quest’azione arriva dopo i tanti tentativi fatti a livello legislativo e ministeriale. Attualmente c’è un testo di legge in Commissione giustizia che modificherebbe il testo unico sugli stupefacenti rafforzando il fatto di lieve entità e chiarendo che l’autocoltivazione non è reato, ma è bloccato. C’è la legge di iniziativa popolare e anche altre, come il Manifesto Collettivo, che farebbero una riforma organica complessiva con la legalizzazione, ma è tutto bloccato, anche se sulla carta noi in teoria avremmo una maggioranza su questi temi.  Nonostante il Covid sono temi che non possono più aspettare, perché ad esempio, sulfronte dei malati, è proprio in questo momento che la difficoltà aumenta”.

Intanto oggi, prima dell’autodenuncia, il deputato terrà una conferenza stampa proprio per sottolineare le difficili condizioni dei pazienti italiani che usano cannabis, costretti a fare i conti con i pochi medici che la prescrivono, la carenza ciclica di cannabis, la difformità a livello regionale per le prescrizioni e l’alto costo di questo farmaco.

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