Alcune delle piante sequestrate  (fonte: Voce Pinerolese)

Alcune delle piante sequestrate
(fonte: Voce Pinerolese)

Un cittadino di 49 anni residente a Pinerolo (Torino) era stato arrestato e posto agli arresti domiciliari in seguito alla scoperta di una coltivazione di 12 piante di cannabis, ormai in avanzato grado di sviluppo, che crescevano sul suo balcone. Ora il giudice, dottoressa Casalegno, del Tribunale di Torino, ha assolto l’uomo perché il fatto non costituisce reato disponendo l’immediata revoca della misura di custodia domiciliare.

ASSOLTO PER UTILIZZO A SCOPO TERAPEUTICO? La sentenza è stata emessa questa mattina ed ancora non si conoscono le sue motivazioni, che saranno depositate nelle prossime settimane. Secondo quanto riportato dal quotidiano locale Voce Pinerolese alla base dell’assoluzione potrebbe esservi l’accoglimento da parte del giudice delle ragioni terapeutiche per le quali l’uomo assumeva cannabis. Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’uomo, difeso dall’avvocato Raffaele Magrì, ha ammesso che faceva uso di marijuana per fini medici: “sono affetto da alcune malattie, prendo dei farmaci, ma da quando fumo la marijuana sto meglio. Non ho mai venduto marijuana a nessuno. La coltivo solo per me. Non faccio nulla di male. Con me in casa non c’è nessuno. Vivo da solo.”

UN POSSIBILE PRECEDENTE GIURIDICO.
In attesa delle motivazioni, si può comunque sottolineare l’importanza della sentenza, la quale pare essersi spinta oltre ad i confini usuali della giurisprudenza, visto che i giudici tendono solitamente a condannare con la detenzione la coltivazione anche di un numero inferiore di piante. Commentando la notizia sulla pagina Stupefacenti e Diritto, l’avvocato Zaina ha dichiarato: “SI tratta di una pronunzia molto interessante anche perchè concerne una persona che sembra avere rivendicato la coltivazione come forma di produzione per la cura di una propria patologia e, comunque, dimostrando la destinazione ad uso esclusivamente personale. Speriamo non sia una decisione isolata”.





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