«I soldi che finivano nel mercato nero ed ai cartelli della droga oggi vengono utilizzati per finanziare borse di studio». Sal Pace, commissario di Pueblo County in California, ha riassunto così la notizia che ha fatto il giro del mondo per quella che viene considerata “la prima borsa di studio al mondo finanziata dalla cannabis”. Questo perché un fondo di circa 475mila dollari sarà a disposizione degli studenti delle scuole superiori di Pueblo County che desiderano partecipare Pueblo Community College o alla Colorado State University di Pueblo nell’autunno 2017. Di questi soldi, circa 425mila dollari provengono da entrate fiscali derivate dalle accise sulla cannabis coltivata e venduta a Pueblo County, mentre un programma governativo ha messo a disposizione i restanti 50mila dollari. Quasi 500 diplomati alla scuola superiore della contea dovrebbero aspettarsi circa 1.000 dollari quest’anno.

E l’importo per le borse di studio è destinato a crescere nei prossimi anni, sia per l’aumento delle coltivazioni che per l’innalzamento graduale delle tasse. La contea applica infatti una tassa del 2% sulla cannabis che i coltivatori vendono ai rivenditori: una tassa che aumenterà dell’1% ogni anno, fino ad un massimo del 5%, ed almeno la metà dei proventi è destinata al fondo borse di studio Pueblo County. Inoltre il commissario ha sottolineato che nel 2016 erano operative solo la metà delle aziende autorizzate.

Nei primi giorni di febbraio e stato firmato il contratto tra la contea e la Pueblo Hispanic Education Foundation per amministrare le borse di studio: «Siamo molto contenti», ha commentato Beverly Duran, direttore esecutivo della fondazione, sottolineando che: «Non capita spesso di avere dollari in eccesso da dare agli studenti per aiutarli a pagare il college e quindi siamo entusiasti di collaborare». E tutto ciò accade a soli tre mesi da quando gli elettori Pueblo County avevano respinto un’iniziativa elettorale che avrebbe vietato la coltivazione, l’uso, la fabbricazione del prodotto e le vendite al dettaglio di cannabis nella contea.

Mentre John Hickenlooper, governatore del Colorado, ha annunciato a fine 2016 un piano che prevede di utilizzare parte dei proventi delle tasse sulla cannabis legale per dare una casa ai numerosi homeless, i senzatetto. Ad Aurora, terza città per dimensioni in Colorado, sono già stati stanziati 1,5 milioni di dollari, ma la proposta fa parte di un piano più ampio voluto dal governatore per affrontare il problema dei senza tetto in Colorado, tornando ad una questione che ha contribuito a lanciare la sua carriera politica.

Per l’anno fiscale 2017-2018 chiede ai legislatori di mettere 12,3milioni di dollari di entrate fiscali provenienti dalla cannabis per la costruzione di nuove unità abitative per i senzatetto. Il suo piano prevede anche altri 6 milioni di dollari l’anno per l’edilizia abitativa per i residenti a basso reddito. Dei 18,3 milioni complessivi 16,3 proverranno dalle tasse sulla cannabis e 2 invece da altre tasse. Saranno utilizzati così: 12,3 milioni per costruire 1.200 nuove unità abitative permanenti per gli individui cronicamente senza casa e 300 unità aggiuntive per le persone periodicamente senza casa nei primi cinque anni. 4 milioni di dollari per acquistare o costruire 354 unità abitative insieme ai servizi sociali; ed infine 2 milioni in incentivi per aggiungere 250 unità abitative a prezzi accessibili per gli anziani e coloro che devono affrontare l’aumento dei prezzi.

Henry Sobanet, il direttore del bilancio del governatore, ha detto che l’amministrazione intende spendere i soldi derivati dalle tasse della cannabis legale sfruttando una possibilità che prima non aveva: «I soldi arrivano da quella che era un’attività illegale e che ora è legale e tassabile», ha spiegato sottolineando che: «Utilizzarli per affrontare un altro problema sociale è stata l’occasione importante di cui abbiamo voluto approfittare e che sarebbe stata apprezzata dalle persone». 
«Penso che questo progetto mostri un forte impegno dello Stato per cercare di trovare soluzioni a quello che sta diventando un problema», ha ribadito Cathy Alderman, vice presidente della Colorado Coalition for the Homeless.

 

Il Paese ha visto un aumento del 6% dei senzatetto nel 2016, arrivando a quota 10mila e ponendosi al settimo posto negli Usa, secondo il Dipartimento statunitense per la casa e per lo sviluppo urbano, mentre la fornitura dello Stato di posti letto per senza fissa dimora è inferiore ai 7mila.

Il Colorado è stato il primo Paese americano a creare un sistema regolamentato per la cannabis ricreativa e lo Stato sta iniziando ad averne grossi benefici. Secondo i numeri diffusi dal governo, le tasse sulla cannabis e le licenze riscosse nel 2016 hanno fruttato la somma di 198.500.000 dollari. Gli introiti totali derivati dalle vendite sono invece passati dai 699.200.000 dollari del 2014 ai 996.200.000 del 2015 per arrivare nel 2016 ad un totale di 1,3 miliardi di dollari più o meno la stessa cifra attesa per questo 2017.
In Colorado sono presenti tre diverse imposte sulle vendite di cannabis: una tassa del 15% che è un’imposta sui consumi, una tassa del 2,9% sulle vendite mediche e ricreative e una tassa del 10% sulle vendite al dettaglio. Lo Stato ha un fondo in cui incamera i proventi delle tasse e li distribuisce. Nell’anno 2016/2017 i fondi sono stati così ripartiti: i primi 40 milioni di dollari al BEST (Building Excellent Schools Today), fondo che sostiene i lavori di ristrutturazione delle scuole pubbliche. Circa 18 milioni sono andati al dipartimento della sanità pubblica e dell’ambiente per finanziare molti programmi diversi: dalla Marijuana Education Campaign (7 milioni di dollari), un programma statale che «incoraggia i giovani del Colorado a pensare a come i loro obiettivi saranno più facili da raggiungere senza la marijuana»; e poi altri 6,7 milioni sono andati a programmi di prevenzione dell’abuso. Il Dipartimento dell’agricoltura ha ricevuto 3 milioni di dollari per il controllo dei pesticidi, i servizi di ispezione ed altri servizi. L’ufficio del procuratore generale ha ricevuto più di 1 milione di dollari, mentre il dipartimento della Pubblica Istruzione ha ricevuto 8.4 milioni di dollari per una serie di iniziative, come i programmi per fermare il bullismo nelle scuole e ridurre il numero di abbandoni scolastici.

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