Tra pochi giorni sarà l’ottavo compleanno per la legalizzazione della cannabis in Colorado, il primo stato Usa ad intraprendere questa strada il 6 novembre del 2012. Una decisione che fece storia, sancita dalla volontà del 55% dei cittadini dello stato che votarono per farla finita con il proibizionismo in un referendum. Oggi ci sono circa 590 negozi di cannabis al dettaglio in Colorado e le vendite combinate di cannabis ricreativa e medica nel 2019 hanno raggiunto il giro d’affari record di 1,75 miliardi di dollari, in aumento del 13% rispetto all’anno precedente.

I risultati economici della legalizzazione sono quelli che più balzano agli occhi: dall’apertura dei primi dispensari nel 2014 a luglio 2020 si sono venduti quasi 9 miliardi di dollari in prodotti a base di cannabis. I consumatori continuano a preferire le infiorescenze (46% degli acquisti), ma sono molto acquistati anche i concentrati (32%) e rimane stabile il mercato degli edibili (14%). I proventi raccolti dallo stato in tasse sono passati da 67,6 milioni nel 2014 a oltre 302 milioni nel 2019. Soldi che sono stati spesi innanzitutto per progetti sociali, legati alla scuola pubblica ed all’aiuto delle persone indigenti.

Un’economia che ovviamente ha generato anche molti posti di lavoro. Il numero complessivo non è noto, ma secondo le stime del Marijuana Policy Group l’industria della cannabis del Colorado impiega circa 19.592 dipendenti a tempo pieno. Senza considerare l’indotto, a cominciare dal turismo, che in Colorado è aumentato del 51% dal 2014, in buona parte grazie alla legalizzazione, portando quindi altre entrate e posti di lavoro.

L’impatto sulla giustizia e i reati è invece oggetto di aspri dibattiti. In Colorado in questi anni sono aumentati fortemente i reati violenti, inclusi omicidio e aggressione aggravata, con un’impennata del 25% dal 2013. Alcuni critici collegano questo dato negativo alla legalizzazione, ma uno studio del 2019,  che ha analizzato i tassi di criminalità in Colorado e in altri stati, ha rilevato che la legalizzazione della cannabis sembra avere un effetto minimo o nullo sul numero di crimini violenti e contro la proprietà.

Ciò che è certamente diminuito è invece il consumo di cannabis da parte degli adolescenti. La percentuale di studenti delle scuole superiori che hanno usato cannabis almeno una volta al mese è diminuita dell’11% dopo la legalizzazione. Un dato al quale secondo gli analisti contribuiscono due fattori: con la legalizzazione è diminuito lo spaccio illegale e per i minorenni è più difficile procurarsela; le campagne informative sui rischi del consumo nei ragazzi – lanciate insieme alla legalizzazione – hanno funzionato rendendo più consapevoli dei rischi gli adolescenti.





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