La tabaccheria di Civitanova colpita dall’operazione di polizia

Sospensione della licenza, chiusura dell’esercizio e denuncia per spaccio di sostanze stupefacenti. Questo è quanto la polizia ha notificato al titolare di una tabaccheria di Civitanova Marche, in provincia di Macerata.

L’operazione, ancora una volta, è avvenuta a causa del fatto che il Tabacchi vende cannabis light, ovvero infiorescenze di canapa che, nonostante siano prodotte legalmente, sempre più spesso stanno venendo sequestrate in tutta Italia.

Secondo i media locali l’operazione di polizia avrebbe avuto il via dalle denunce di alcune mamme, che avrebbero trovato dell’erba ai figli, i quali si sarebbero giustificanti dicendo che era quella legale e l’avevano acquistata dal tabaccaio. Nulla di illegale, in teoria, ma non per la squadra mobile di Macerata.

Un agente in borghese si è racato al Tabacchi “incriminato” ad acquistare la cannabis legale che poi è stata fatta analizzare. E a questo punto il resoconto del giornale locale “Cronache Maceratesi” si fa di difficile comprensione. Prima si dice che “conteneva THC” (come se ciò costituisse in quanto tale reato, mentre è ovvio che la cannabis legale contenga THC, l’importante è che la sua concentrazione rimanga al di sotto del limite di legge dello 0,6%). Poi addirittura il giornale riporta l’affermazione del capo commissario locale, secondo il quale la cannabis sequestrata «era vera e propria sostanza stupefacente».

La polizia mette i sigilli al Tabacchi di Civitanova Marche

Cosa significa? Bella domanda. Dubitiamo che il negoziante in questione avesse messo in vendita cannabis psicoattiva vera e propria mascherata nelle confezioni di quella legale, visto che nel caso difficilmente se la sarebbe cavata con la sospensione della licenza per quindici giorni. Come al solito la polizia non ha diffuso i risultati delle analisi condotte (e i giornalisti locali hanno omesso di chiederle), quindi rimane una domanda senza risposta.

Del resto, secondo il capo commissario in questione, Maria Abbate, la cannaibis legale non esiste. Ha detto proprio così: «Procederemo alla chiusura di tutti i locali che vendono marijuana legale, perché la marijuana legale non esiste».

Questo caso segue di pochi giorni gli assurdi sequestri di Forlì, e si inserisce in un periodo dove continuano a moltiplicarsi le segnalazioni di atti repressivi nei confronti di produttori e venditori di canapa legale, con alcuni Pm e capi di polizia evidentemente galvanizzati dal clima di “legge e ordine” che si sta creando nel paese, al punto da interpretare in chiave personale le leggi, piegandole alla loro sete di proibizionismo totale.

Urge una risposta della politica, il Ministro della Salute Giulia Grillo ormai da alcune settimane ha promesso misure per regolamentare il settore, è ora di fare seguire i fatti agli annunci.

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