semi canapaTanto tuonò che alla fine piovve. Qualche settimana fa avevamo reso pubblica la nota attraverso cui il Ministero dell’Agricoltura raccomandava di inserire nella nuova legge sulla canapa industriale una norma per rendere illecita la vendita di tutti i semi di canapa non certificati, cioè quelli atti a produrre piante con una concentrazione di Thc superiore allo 0,6%. Oggi questa raccomandazione è stata tradotta in emendamento depositato al Senato da Marcello Gualdani, del partito Area Popolare (Nuovo Centro-Destra).

MULTE PER CHI VENDE, COLTIVA E DETIENE SEMI. L’emendamento (testo integrale a pagina 36 di questo documento) sul quale a questo punto i senatori dovranno esprimersi scegliendo se approvarlo o meno, propone di vietare «la vendita o la cessione, anche attraverso internet e a qualsiasi titolo, nonché l’acquisto, la detenzione, il possesso, la coltivazione e la produzione di sementi di canapa di qualsiasi varietà che non siano regolarmente certificate» chiedendo di colpire chi contravviene alla norma con «l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dall’articolo 33 della legge 25 novembre 1971, n. 1096», cioè con una multa.

UNA NORMA CHE RISCHIA DI AFFOSSARE I DIRITTI. Ovviamente si tratta di una norma che, se approvata, rischierebbe di tramutarsi in un colpo mortale per il settore dei growshop e dei canapai, andando inoltre a negare il diritto di acquistare semi di canapa per tutti. Una norma tanto più subdola perché inserita in una legge che in teoria ha come fine quello di «promuovere la coltivazione e la filiera agroindustriale della canapa». Una norma che inoltre andrebbe in conflitto con quelle che sono le tabelle sulle droghe illecite, nelle quali ovviamente i semi non sono contenuti, visto che non contengono alcun principio psicoattivo. Per questo fino ad oggi, nonostante la coltivazione sia illegale, i semi sono legalmente commerciabili come «semi da collezione».

TRA MODERNITÀ E MEDIOEVO: LA SCHIZOFRENIA DELLA POLITICA. Continua così uno dei periodi forse più schizofrenici nelle politiche verso le sostanze (cannabis e non solo) nella storia delle Repubblica, nel quale da una parte si sta arrivando per la prima volta a portare la Camera dei Deputati a votare sul progetto di legge per la legalizzazione della cannabis, mentre dall’altra parte c’è un corposo nucleo politico, principalmente nel centro-destra ma non solo, che lavora per riportare le lancetta della storia al medioevo dei diritti, pensando di poter mettere fuori legge addirittura dei semi.





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