Matteo Gracis e Thomas Torelli

“La prima volta che ho visto i documentari di Thomas Torelli (“Pachamama”, “Un altro mondo” e “Food relovution”) sono rimasto letteralmente folgorato.
Io e lo staff di Dolce Vita ci siamo sempre sentiti delle pecore nere nel panorama dell’informazione in Italia. Da 15 anni parliamo di canapa, di decrescita, di stili di vita alternativi, di consumo critico, raccontiamo la storia e i valori dei nativi americani, proviamo a spiegare i disastri causati dagli allevamenti intensivi e soprattutto sosteniamo che un altro mondo è possibile. Quando ho scoperto che esisteva un regista che promuoveva gli stessi argomenti, con un pathos incredibile e una professionalità rara, mi sono emozionato. E naturalmente da quel momento ho deciso di supportarlo in maniera totale e incondizionata.
Oggi per noi è un onore essere partner del suo nuovo film “Choose Love”, e ci sentiamo un po’ meno soli quando guardiamo i lavori di Thomas e vediamo le sale piene di spettatori attenti. In un’epoca in cui intolleranza e odio dilagano, un progetto come “Choose Love” ha un valore inestimabile, ci dà grande speranza nel futuro e soprattutto nell’umanità.” Parole del nostro direttore Matteo Gracis.

Il calendario delle proiezioni del film è su unaltromondo.tv

Una volta John Lennon a proposito di “All you need is love” ha detto «Il bello della canzone è che non può essere mal interpretata. È un messaggio chiaro che dice che l’amore è tutto». Bene, “Choose Love” fa altrettanto e in Italia diventa un caso: quando mai un documentario indipendente e autoprodotto ha collezionato sold out ovunque sia andato? È successo e continua a succedere alle proiezioni di questo film (oltre 50 ormai in tutta la penisola) e qui, chi vuole, può trovare l’occasione per non perderlo.

Thomas, quali sono state le tue ispirazioni in tema d’amore?
Confesso che il mio cantautore preferito è Fabrizio De André, ma il film è nato come seguito naturale del discorso iniziato con “Un altro mondo” che come tema centrale, seppur non dichiarato, ha proprio l’amore. Lì passavo dalla filosofia alla fisica quantistica, filmando nel mezzo i nativi d’America. Non cercavo risposte, avevo un approccio da documentarista “normale”, solo dopo ho iniziato a parlare delle emozioni e non del problema.

Scegliere l’amore, da dove iniziare?
Iniziare da se stessi. Puoi scegliere d’amare ogni giorno. Le cose possono cambiare solo se noi diventiamo persone migliori.

Le persone che hai incontrato in questo film dicono che è un percorso possibile.
Sì. Ci hanno educati alla violenza, non all’amore né al perdono. La paura è il più grande lucchetto energetico e chi governa lo sa bene, per questo tiene le persone sotto il giogo della paura. Sopraffatte, non possono avere voglia di svegliarsi.

Tra le tante storie che hai raccolto, ce n’è una che ti ha sorpreso?
Forse l’incontro con Manolo, l’ex detenuto, è l’esperienza che mi ha fatto riflettere di più. Nel film cercavo la storia del cattivo, ma in realtà, interagendo con lui, ho capito che davanti avevo una vittima tanto quanto gli altri. Ho scoperto una persona di una tranquillità e bontà d’animo incredibile, solamente nata nel quartiere sbagliato, senza madre, con un padre in carcere, che ha dovuto badare a se stesso ancora ragazzino. L’unica strada che aveva davanti a sé era quella degli scippi e quant’altro. Mentre lo intervistavo, lui, raccontando la sua vita, piangeva, un pianto vero. Non si è perdonato. Ma la vita non gli ha dato chance, nessuno lo ha educato.

Una lezione molto forte si apprende ascoltando le parole della madre a cui è stato ammazzato il figlio.
Sì, ho visto i ragazzini delle scuole piangere davanti a lei. Perdere un figlio di appena sei anni per mano di un ragazzo impazzito e da allora in avanti fare della propria vita una missione per testimoniare ai bambini la forza del perdono, sono parole di un valore inestimabile. L’assassino in quel folle gesto ha scaricato tutta la rabbia di un trascorso senza amore: vittima di bullismo, non è mai stato ascoltato da nessuno. Ai bambini che incontra nelle scuole questa madre dice che con le loro scelte quotidiane possono cambiare la società ed è vero.

Nel titolo del documentario l’accento cade forte sulla “scelta”. In una società capitalistica, in effetti, si tratta di cambiare paradigma, imparare a tendere verso quel buen vivir che appartiene invece a culture diverse dalla nostra, o sbaglio?
Oggi abbiamo perso la capacità di percepire. E questa cosa ci ha distaccato, ci ha dato l’illusione di essere sopra ogni cosa. E ci ha portato a distruggere il mondo, essendo basato tutto su valori inesistenti. Denaro, economia, il profitto, cose astratte. Dobbiamo salvare noi stessi da noi stessi. Per il bene comune delle prossime generazioni.

Che idea ti sei fatto confrontandoti con il pubblico?
Questo film sta piacendo anche più delle nostre aspettative. Eppure sulla carta era un film difficile dal punto di vista narrativo, è pieno di momenti di tristezza che richiedono uno sforzo di comprensione. E invece alle proiezioni incontro persone che hanno voglia di empatizzare con storie belle, seppure dolorose, qualcosa che ti faccia dire: però, che bella la vita!

Se siete tra queste, vi interesserà sapere che Thomas ha ideato una web tv dove trasmettere documentari indipendenti di vari autori uniti nella volontà di condividere valori e storie poco rappresentati dai media. Un canale per diffondere una filosofia di vita differente al quale ci si può già preabbonare in attesa della sua partenza ufficiale il prossimo autunno.

Comments are closed.

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, questi ultimi per fornire ulteriori funzionalità agli utenti, quali social plugin e anche per inviare pubblicità personalizzata. Cliccando su (Accetto), oppure navigando il sito acconsenti all’uso dei cookie. Per negare il consenso o saperne di più
Leggi informativa privacy

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “%SERVICE_NAME%” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.