ebolaRicordate la Liberia? Per alcuni mesi e’ stata all’attenzione delle cronache mondiali per essere stata, con la Sierra Leone, colpita da una spaventosa epidemia di ebola. Poi, più niente, nonostante il problema sia stato superato ma non del tutto visto il ripetersi di nuovi focolai dell’infezione.

Ebbene, proprio nei mesi in cui il morbo aveva il suo picco, mentre la gente moriva come le mosche ed in tanti se ne stavano rintanati a casa per paura del contagio, c’è stato chi ha concluso affari miliardari. Secondo Global Witness e’ proprio mentre la paura dilagava che una multinazionale dell’olio di palma, la Golden Viroleum, legata al fondo speculativo americano Verdant Fund, è riuscita a raddoppiare le terre e le foreste in suo possesso da trasformare in piantagioni. Golden Veroleum smentisce e racconta di operare nel totale rispetto di popolazione e ambiente. Ma l’importante Ong dei diritti umani racconta cose ben diverse dal piccolo paradiso di cui parla la multinazionale.

I contadini, durante il picco dell’epidemia, erano terrorizzati, gli attivisti delle tante campagne contro il furto di terra lo erano altrettanto, ed e’ stato facile convincere tantissimi piccoli proprietari a cedere alle richieste della multinazionale.

Gente senza scrupoli? Sempre Global Witness documenta come in Liberia, ma anche nei paesi limitrofi, l’avanzata delle multinazionali dell’olio di palma è lastricata di violenza e corruzione. Tantissimi gli attivisti contro il land grabbing, cioè’ l’acquisizione di immense aree da destinare a piantagioni con grave danno delle economie locali, sono stati uccisi, messi in prigione, criminalizzati.

Migliaia di famiglie contadine espulse dalle loro terre. Attualmente, grazie alle ultime acquisizioni, Golden Veroleum, ed il potente cartello di banche americane coinvolto nell’affare, ha in gestione, per circa un secolo, di 2600 km quadrati nel sud della Liberia.





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