foto della prima riunione dell'intergruppo per la legalizzazione (27/03/15)

foto della prima riunione dell’intergruppo per la legalizzazione (27/03/15)

Che fine ha fatto il ddl per la legalizzazione della cannabis? Era il 14 gennaio quando alle Commissioni Giustizia e Affari Sociali si teneva la seconda seduta parlamentare sul progetto di legge per la legalizzazione della cannabis. La seduta si era conclusa dando una settimana di tempo ai gruppi parlamentari per presentare una lista di esperti da convocare per parlare del tema, e le audizioni si sarebbero dovute tenere entro la fine di gennaio.

Sono passati due mesi da allora e non ne abbiamo saputo più niente, silenzio assoluto
. Ad oggi la prossima seduta non è neppure stata calendarizzata. Ritardi burocratici, affollamento del calendario a causa di provvedimenti di urgenza, o volontà di fare cadere il ddl per la legalizzazione nell’oblio?

Lo abbiamo chiesto a Vittorio Ferraresi, tra i firmatari della proposta di legge del Movimento 5 Stelle, e membro dell’intergruppo “Cannabis legale”. «Sono vere entrambe le cose – afferma – da una parte la Commissione Giustizia è stata affollata in queste settimane di provvedimenti da dibattere con urgenza, come la legge sulle unioni civili, d’altra parte stiamo constatando come da parte del presidente della Commissione (Donatella Ferranti del Partito Democratico, ndr) non si stia mostrando particolare fretta nel calendarizzare le audizioni».

A questo si aggiunge anche un altro scoglio: quello del numero eccessivo degli esperti da audire in Commissione. Ovviamente ogni audizione richiede tempo e più sono le personalità da ascoltare, più si va per le lunghe, rischiando di vedere le sedute costantemente rinviate e superate dai provvedimenti d’urgenza. Bene, l’intergruppo per la legalizzazione (che coinvolge i gruppi parlamentari di M5S, Sel, parte del Pd, e alcune mosche bianche del centro-destra) ha selezionato 19 esperti in tutto. Ma il totale delle persone da audire è di 70. Di questi solo pochi presentati dal centro-destra, e una quarantina da parte del Partito Democratico: un’enormità.

«Sinceramente non si era mai visto che un gruppo parlamentare presentasse un numero così alto di personalità da audire in Commissione, è ovvio che questo fatto finisce per rallentare i lavori e il Pd ne è consapevole». Insomma, alcuni provvedimenti di urgenza ci sono stati, ma sembra tuttavia evidente che da parte di alcuni gruppi parlamentari, Partito Democratico in testa, vi sia la volontà di far passare il tempo, magari aspettando che la fine della legislatura porti via con sé anche la possibilità di discutere la legge.





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