Cronache da dietro il cancello

Che cos’è l’amor

2014-11-04 05.12.07 pm

Fratelli, parlando d’Amore e citando A. Pazienza, è difficile fare lo slogan tra il già detto, l’indicibile e la cazzata. Oltre il cancello, l’amore assume forme davvero singolari, a riprova che non v’è muro che possa arrestarlo. Nella sua manifestazione fisica più “animale”, in prigione si traduce, come già ebbi modo di scrivervi, nell’autoerotismo più triste che si possa immaginare, quello che ci illude di poter bastare a noi stessi.

Per fortuna, Lui (l’Amore) più forte, caparbio e resistente da ogni ottusità che lo vorrebbe lasciar fuori dai muri di cinta, entra prepotentemente anche in quei luoghi dai quali tutti invece vorrebbero fuggire il più in fretta possibile. Forse perché son proprio i posti dove più ve n’è bisogno. E’ questo uno degli aspetti che mi ha sempre personalmente più sconcertato: l’Amore è indipendente, rivoluzionario, caparbio e talmente imprevedibile, da non poter essere descritto e circoscritto all’interno di… niente! Se ciò che scrivo è vero, abbiamo ancora speranza, perché pur non avendo avuto modo di toccar con mano altri periodi storici, mi pare che l’attuale sia uno di quelli in cui anche l’Amore subisca tentativi di omologazione e mercificazione.

L’Amore si può mendicare, comprare, regalare, trovare sulla strada, ma non si può estorcere” (H. Hesse).

Forse, persino coloro che si tolgono la vita (ed oltre il cancello sono più di quanti ci è dato di sapere, tra guardie e carcerati, a compiere il gesto estremo) sono mossi a ciò dall’Amore, dall’Amore per la vita, per più vita, una volta convinti dell’ineluttabilità del loro sogno.

700 anni fa, il più sommo dei nostri Poeti, parlando di Dio lo definiva “L’Amor che move il sol e l’altre stelle” figuriamoci cosa può muovere in noi omuncoli dall’esistenza talmente breve, se paragonata ai principali parametri dell’universo, una forza che non si può toccare o vedere, ma sull’esistenza della quale siamo tutti concordi. Forse non tutti lo hanno ancora toccato con mano ma . . . . per chiudere l’articolo con una strofa del brano che vi consiglio: L’Amore è un indirizzo sul comò, d’un posto d’oltremare, che è lontano solo prima d’arrivare.
Ci sentiam per la vendemmia fratelli.



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