2015-07-08 02.38.48 pmCharles Bukowski non scrive poesie che scivolano sopra senza che te ne accorgi, scrive poesie come sferrerebbe dei pugni. Bukowski nasce in Germania negli anni venti ma prestissimo si trasferisce in America, a Los Angeles. Tra le sue pagine possiamo trovare i ricordi di quei decenni, i ricordi della grande depressione (come nella stupenda “We ain’t no money, honey, but we got rain”) e di una giovinezza già segnata dalle durezze che ne contraddistingueranno l’intera vita.

Nelle sue poesie prendono vita reietti, prostitute, barboni, pazze e scoppiati di ogni genere, ovvero la realtà in cui lo scrittore era immerso, e la lingua usata da Bukowski per parlare di tutto questo non è certo tratta da un registro diverso. Le sue opere sono spesso accusate di non essere vera arte proprio per questa loro semplicità e genuina grettezza, ma ingiusto sarebbe negare che in esse viva lo spirito forte ed intelligente di un grande poeta, l’ennesimo “maudit”.

Poesie: disponibile un cofanetto della “Minimum fax” e varie altre raccolte, Biografia di Howard Sounes, casa editrice “Tea”, romanzi facilmente reperibili, consiglio “Storie di ordinaria follia”.

a cura di Giampaolo Berti





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