Con sede nella splendida Romagna, che le fa da cornice, dal 2017 CBWEED si occupa di coltivare le migliori infiorescenze di cannabis light, oltre ad offrire prodotti appartenenti alla filiera della canapa tra cui cosmetici e alimenti.
Coltivate con passione, le infiorescenze di CBWEED sono frutto di un grande e costante lavoro di studio e sperimentazione delle tecniche e delle genetiche migliori per garantire sempre il massimo della qualità. Oggi, dopo vari anni di esperienza, quattro serre e qualche ettaro outdoor l’azienda romagnola ha da poco annunciato la prima coltivazione indoor e adesso ci svela una nuova collaborazione con la famosa seedbank olandese Green House Seed. Incuriositi dal grande progetto abbiamo contattato Enrico del growers department, la divisione interna che si occupa dello studio, ricerca e coltivazione delle infiorescenze, per saperne di più.

Finalmente la vostra prima coltivazione indoor…
Si, abbiamo iniziato a novembre dello scorso anno questa collaborazione con una grande azienda per un indoor di grandi dimensioni dove coltivare CBD in Italia. Abbiamo a disposizione dei pannelli fotovoltaici quindi usiamo energia pulita e stiamo testando diversi tipi di coltivazione sotto HPS e sotto LED dell’azienda C-LED, che è sempre qui della nostra zona.

Di quanti metri stiamo parlando?
Circa 700 metri quadri con l’idea di allargarla ed arrivare a più di 1000 metri quadrati, sempre in questa struttura.
Qui abbiamo portato le genetiche su cui stiamo lavorando da un paio d‘anni per selezionare le varietà migliori con alto contenuto di CBD e con la percentuale di THC più bassa possibile. Ma soprattutto con un profilo terpenico particolare che si distingua dalle classiche genetiche di cannabis light presenti nel mercato, ormai obsolete e far si che ogni varietà abbia la sua caratteristica, in modo da avere un catalogo vario, non banale e dare il massimo della scelta al cliente.

Queste genetiche le troveremo presto nei vostri negozi?
Partiremo dal mercato italiano e dai nostri franchising in primis. Le presenteremo con un nuovo packaging 100% riciclabile e con un design più fresco, e successivamente saranno presenti anche nel mercato estero che per noi è importantissimo dato che al momento siamo presenti in 12 paesi europei, in molti dei quali siamo leader di mercato essendo stati pionieri della cannabis light e tra le prime aziende a distribuire fuori confine.

Perché avete messo sia HPS che LED?
Per testare soprattutto i livelli di THC dato che è molto importante mantenere il tenore di THC sotto il limite di legge, stiamo provando diversi metodi per riuscire a trovare la soluzione migliore. Ovviamente l’HPS a livello di produzione ancora adesso è più pratica rispetto al LED, anche se queste nuove tecnologie nel lungo tempo probabilmente prenderanno piede a discapito di quelle tradizionali.

Come è nata la collaborazione con Green House Seed?
Un po’ per caso, ci siamo conosciuti in fiera e siamo rimasti in contatto. Sono venuti a visitare l’azienda e hanno visto la passione e l’impegno che mettiamo nella nostra coltivazione, oltre ad aver apprezzato la qualità dei nostri fiori! Così è nata questa collaborazione e abbiamo iniziato a produrre le infiorescenze di cannabis light che verranno marchiate Green House Seeds per il mercato italiano, una linea dedicata di infiorescenze di alta qualità selezionate dal nostro partner olandese.

In quanto produttori come vedete il mercato attuale?
Il mercato del CBD è molto particolare e credo che debba crescere a livello di cultura dei fiori. Non si valorizza abbastanza la qualità del prodotto e la sua filiera, perché gran parte del mercato tende a proporre fiori economici e sono pochi quelli che preferiscono proporre un prodotto altamente qualitativo. La lavorazione e lo studio che ci sono dietro vanno valorizzati, e credo che il futuro sarà la qualità, per quanto riguarda noi, fino adesso muovendoci in questa direzione abbiamo ottenuto grandi risultati, come ad esempio la partnership di cui stiamo parlando!

Le vostre genetiche che caratteristiche hanno?
Le nostre varietà hanno dei terpeni e delle colorazioni molto diversi tra loro. Abbiamo per esempio la vera Purple CBD, molto conosciuta, che ha i fiori viola, una nuova haze molto interessante e un’altra varietà che ha un terpene di uno strain americano molto famoso, che sveleremo a breve. Dopo circa due anni di ricerca fatta nel nostro laboratorio indoor di Forlì, uno spazio completamente dedicato alla sperimentazione genetica e alla selezione delle migliori varietà, a breve vedremo i frutti di questo grande lavoro, il lavoro più bello del mondo.





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