È stato dimostrato che il CBD (cannabidiolo) inibisce il rilascio di certe strutture delle cellule tumorali resistenti agli agenti chemioterapici e che favoriscono il cancro. Sono chiamate esosomi e microvescicole (EMV) e sono strutture rilasciate dalle cellule più in generale e coinvolte nella comunicazione intercellulare attraverso il trasferimento di proteine ​​e materiale genetico.

Sono stati gli scienziati della School of Human Sciences della London Metropolitan University a scoprire questo nuovo effetto del CBD che lo identifica come un potente inibitore di rilascio di esosomi e microvescicole di tre tipi di cellule tumorali: carcinoma della prostata, carcinoma epatocellulare e adenocarcinoma mammario. Nello studio pubblicato su Frontiers in Pharmacology il CBD ha ridotto significativamente il rilascio di esosoma in tutte e tre i tipi di cellule tumorali e in modo significativo, ma più variabile, ha inibito il rilascio di microvescicole.

Questi effetti del CBD sono risultati essere dipendenti dalla dose e specifici per tipo di cellule cancerogene. I ricercatori suggeriscono «che il CBD può essere usato per sensibilizzare le cellule tumorali alla chemioterapia» e «che i noti effetti anti-cancro del CBD possono essere in parte dovuti agli effetti regolatori sulla biogenesi dell’EMV». In un recente studio pubblicato sulla rivista Oncogene, che fa parte del network di Nature, il CBD, aggiunto alla chemioterapia, si è rivelato in grado di triplicare la sopravvivenza dei topi affetti da cancro al pancreas, rispetto a quelli trattati solo con la chemio.





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