E’ arrivato sul mercato il primo CBD non derivato dalla cannabis. Si chiama ImminAG è prodotto dall’azienda Isodiol ed è derivato dal luppolo. E’ stato lanciato nei giorni scorsi dalla fiera internazionale di Las Vegas Marijuana Business Conference and Expo (MJBizCon), e sarà disponibile per l’acquisto dal sito internet della società produttrice.

“Il rilascio di ImmunAG è una pietra miliare monumentale per Isodiol, in quanto segna la prima incursione del settore in prodotti CBD non cannabici”, ha sottolineato il Ceo dell’azienda Marcos Agramont spiegando che: “Questo lancio è la continuazione della nostra strategia aziendale per fornire una vasta gamma di prodotti mentre ci sforziamo di aumentare il valore per gli azionisti creando segmenti di mercato completamente nuovi”.

Isodiol International Inc. è un’azienda specializzata nello sviluppo di prodotti farmaceutici e nutraceutici per l’industria della cannabis, compresa la commercializzazione di cannabinoidi puri e bioattivi, microincapsulamenti e nanotecnologie per la cura della pelle.

L’azienda ha spiegato di “essere in grado di mantenere la bioattività della molecola ad un livello molto maggiore di qualsiasi cosa attualmente derivata dalla pianta di cannabis, utilizzando metodologie di estrazione e purificazione proprietarie. La compressa ImmunAG non si dissolve nello stomaco, ma piuttosto nell’intestino inferiore, portando a una maggiore bioattività”.

“La cannabis è accettata da meno del 10% del mondo, mentre la pianta del luppolo è accettata universalmente”, ha affermato Agramont. “Questa significativa espansione del mercato globale, unita alla nostra capacità di produrre e distribuire il prodotto in tutto il mondo, ci dà accesso praticamente in ogni paese e rende disponibile questo prodotto e i prodotti successivi sul mercato globale”.

Il lancio del prodotto arriva a pochi giorni di distanza dalla la conferenza dell’Organizzazione mondiale della sanità a Ginevra, che si è riunita anche per decidere quale sarà la regolamentazione del cannabidiolo, il CBD.

Attualmente la DEA ha spiegato che il CBD, prodotto da qualsiasi tipo di pianta di cannabis sia da considerarsi in tabella I, cioè quella delle sostanze psicoattive vietate a cui non è riconosciuta alcuna proprietà terapeutica. Mentre di recente il cannabinoide è stato registrato in Gran Bretagna come principio attivo farmacologico. In Italia c’è un documento del 2008 firmato dall’allora dirigente dell’Ufficio centrale stupefacenti del ministero della Salute, che spiegava come da noi il CBD fosse un componente con riconosciuta attività farmacologica ma che non era inserito in tabella I, quella della sostanze stupefacenti, senza specificare altro. Da sottolineare come in Europa l’unico farmaco registrato a base di cannabis sia il Sativex, che tra i suoi principi attivi ha anche il CBD.





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