La sindrome di Lennox-Gastaut (LGS) è un’encefalopatia epilettica severa dello sviluppo che colpisce con un’incidenza di circa 2 persone su 100mila. È caratterizzata da vari tipi di crisi, gravi disturbi cognitivi e pattern elettroencefalografici anormali.

Sono stati da poco pubblicati sulla rivista scientifica Epilepsia i dati di un nuov trial clinico negli Stati Uniti per verificare l’efficacia e la sicurezza dell’aggiunta di cannabidiolo a un regime di terapia antiepilettica convenzionale per trattare le crisi convulsive di pazienti affetti da LGS.

Lo studio è stato condotto su 366 pazienti seguiti con un follow up per almeno 38 settimane, con l’obiettivo di verificare la sicurezza e l’efficacia dell’aggiunta di CBD ai trattamenti tradizionali a lungo termine. I pazienti hanno ricevuto una formulazione farmaceutica di soluzione orale di CBD purificato (Epidiolex, 100 mg/ml), titolata da 2,5 a 20 mg per chilogrammo di peso corporeo al giorno per un periodo di titolazione di 2 settimane, oltre ai farmaci già prescritti. La durata media del trattamento era di 38 settimane con una dose modale media di 23 mg di CBD per chilogrammo di peso al giorno. La riduzione media nella frequenza delle crisi epilettiche (quantificata su periodi mensili di 12 settimane) variava dal 48% al 60% fino alla settimana 48.

L’88% dei pazienti ha riportato un miglioramento delle condizioni generali secondo la scala Global Impression of Change. I ricercatori concludono scrivendo che: «In questo studio, il trattamento con CBD aggiuntivo a lungo termine aveva un profilo di sicurezza accettabile nei pazienti con LGS e ha portato a riduzioni sostenute delle crisi».

In un altro studio controllato con placebo con 225 pazienti affetti dalla sindrome di Lennox-Gastaut, il CBD ha ridotto la frequenza delle crisi e i risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine. I pazienti di età compresa tra 2 e 55 anni hanno ricevuto un placebo, 10 mg per chilogrammo di peso corporeo o 20 mg/kg di CBD suddivisi in 2 dosi uguali al giorno per 14 settimane. Anche qui la riduzione percentuale mediana della frequenza delle crisi durante il periodo di trattamento è stata del 41,9% nel gruppo con CBD da 20 mg.
Uno studio pubblicato un anno fa sulla celebre rivista Lancet era arrivato a risultati simili a parità di dosaggi: con 20 mg di CBD infatti secondo i ricercatori le crisi epilettiche erano calate del 43%.

Sono le ennesime conferme delle capacità anticonvulsivanti della cannabis e del CBD in particolare, con diversi studi che ad oggi stanno indagando i cannabionidi come un’ottima arma per trattare i sintomi di diverse forme di epilessia farmaco resistente, soprattutto in casi pediatrici. Anche in Italia questo tipo di cure è già una realtà ad esempio presso l’ospedale Gaslini di Genova, dove decine di bambini vengono trattati con la FM2, la cannabis prodotta presso lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, o con l’equivalente olandese, il Bediol.

Fonte: cannabisterapeutica.info





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