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Fino a questo momento, dell’ennesima metaforica casta degli intoccabili, di sicuro interesse per il fisco, facevano parte i medici, destinatari di più o meno generosi riconoscimenti da parte delle case farmaceutiche per prestazioni di vario tipo.

Sempre più cittadini e associazioni negli ultimi anni hanno sollevato dubbi sulla questione dei famosi compensi erogati dalle case farmaceutiche per ricerche, seminari e consulenze per cercare di capire se si trattasse di una discutibile consuetudine o di un’amplificata leggenda metropolitana, ma fino a questo momento la questione è rimasta rigorosamente top secret (ne avevamo parlato anche noi qualche mese fa, in un articolo riguardante i vaccini).

Ma a brevissimo non sarà più così, perché dal 30 giugno sarà possibile consultare online gli elenchi dei compensi rilasciati dalle aziende ai medici per la loro collaborazione. Gli elenchi compariranno non solo in Italia ma anche in altri 32 paesi europei, tra i quali, a sorpresa, anche due Stati transcontinentali come la Turchia e la Russia. Tutto questo accade grazie alla politica di trasparenza portata avanti da Farmindustria che ha recentemente presentato Disclosure Code un codice finalizzato a squarciare un velo su una consuetudine saldamente radicata, ma forse mai correttamente disciplinata.

In realtà, l’elenco non sarà completo perché solo 7 medici su 10 hanno aderito all’iniziativa e hanno dato il loro consenso. Ovviamente, l’obiettivo-trasparenza sarà definitivamente raggiunto nel momento in cui tutti i medici daranno il consenso alla pubblicazione dei loro dati, però tutto sommato la percentuale di adesione è decisamente elevata.

medici compensi case farmaceuticheIn questo modo si vuole porre fine a un mercato più o meno legalizzato di regalie che mette a rischio la salute dei pazienti. Un buon medico infatti, dovrebbe prescrivere farmaci realmente efficaci, non mostrare un atteggiamento compiacente con la casa farmaceutica di turno che consente maggiori guadagni sulla pelle di ignari pazienti.

A partire dal 30 giugno, basterà solo avere la pazienza di spulciare attentamente gli elenchi messi a disposizione sui siti delle varie case farmaceutiche per avere un quadro più chiaro dell’onestà dei camici bianchi italiani. Forse non troveremo proprio quelli che ci interessano di più, ma ci consoleremo al pensiero che qualcosa è cambiato e che chi non è menzionato nell’elenco dei coraggiosi forse non ha avuto una condotta del tutto cristallina.

Non si tratta di puntare il dito e giudicare, ma solo di constatare che la parola trasparenza non è più un concetto fumoso e sfuggente ma un obiettivo nitido e chiarificatore che restituirà la fiducia ai cittadini che, in alcuni casi, hanno rinunciato da tempo a sperare che le leggi siano veramente uguali per tutti.

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