imG2Quanti luppoli si usano in America? Se ponete questa domanda oggi, la risposta potrebbe occupare molto del vostro tempo, e non solo per i discorsi sui progressi genetici. Se, invece, aveste posto questa domanda un po’ di tempo fa, diciamo negli anni ’50, forse la risposta sarebbe stata: il Cascade.

Non solo lui, certo, ma in quegli anni nacque una pianta di luppolo capace di scatenare una vera rivoluzione nell’arte birraria d’oltreoceano. Fu generato da un incrocio di Fuggle inglese, uno dei luppoli che oggi caratterizzano le vere English IPA (tanto rare da trovare), di un luppolo dell’est Europa chiamato Serebrianker, ed una varietà maschile non specificata.

Fu brevettato nel 1971 in Oregon, e chiamato così per il nome delle montagne che attraversano lo Stato. Di lui colpirono subito l’alfa-acido alto, e di conseguenza l’aroma intenso che offriva, e di fatti fu da subito utilizzato sia d’amaro che d’aroma. Inoltre, era molto resistente agli attacchi batteriologici comuni nelle piante di luppolo, rendendolo una delle colture con più resa. Al giorno d’oggi viene utilizzato per molti stili, anche se rimane il vero luppolo della vera American Ale. Il suo profumo è inconfondibile: piuttosto floreale e botanico, leggermente piccante, ricorda gli agrumi, soprattutto il pompelmo, con un amaro persistente ma dissetante.

Michele Privitera
Titolare de “Il Pretesto Beershop” di Bologna





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