Insieme alla Spannabis, il Cannafest di Praga è la fiera di settore più grande d’Europa, una meta privilegiata sia per i consumatori responsabili sia per i tecnici del settore, vesti nelle quali, quest’anno, l’ho vissuta anche io dal 2 al 4 novembre. Chi mi conosce sa che non mi interesso esclusivamente al business della cannabis ma, anzi, la mia attività principale è l’antiproibizionismo: il mio scopo è la legalizzazione della cannabis ed è con questi occhi che sto per raccontarvi di questa esperienza.

Tanto per iniziare, tornare a Praga è sempre un piacere: il cambio della moneta è favorevole all’euro e tutto risulta abbastanza economico – 48Kc per andare e tornare dalla fiera con la metro, ossia neppure 2€ dal centro di Praga alla periferia dove si tiene l’evento. Persino il meteo è stato clemente nei tre giorni della fiera. A Praga il mercato nero offre ottima cannabis ed è facilissimo reperirla mentre in tutti i mini market gestiti da stranieri si vende dell’ottima cannabis light che ha le stesse caratteristiche delle varietà svizzere commercializzate in Italia. Il prezzo va dai 10 ai 20€ per grammo. Non ho visto nessuna marca italiana tra quelle commercializzate. Io comunque ero alla ricerca di quella con abbondante THC.

Passeggiando a piazza Venceslao capita spesso di sentire il gradevole profumo di marijuana in combustione. Così, senza essere troppo invadenti, basta chiedere a chi ha un joint tra le dita per trovare ciò che si cerca. Infatti ho acquistato 10g per 3000kc, poco più di 10€ per grammo. Il prodotto era davvero buono: pulito in modo perfetto e ben essiccato, aveva un sapore agrumato e un high forte con effetti da sativa. Insomma, sono messi bene a Praga. Merito anche della tolleranza nei confronti di piccoli coltivatori e di chi detiene dosi a uso personale. La Repubblica Ceca infatti, già dal 1993, si esprime a favore della regolamentazione della cannabis. Ma dopo aver decriminalizzato il possesso e l’uso, a seguito di una serie di diverbi tra Repubblica Ceca e Nazioni Unite in merito alla questione, è rimasto illegale produrre e vendere cannabis. Oggi è tollerato il possesso a uso personale (sino a circa 15g) e la coltivazione di un numero limitatissimo di piante, ma non è regolamentato il commercio. Permessi speciali in merito a possesso e coltivazione vengono dati ai malati che ne fanno uso terapeutico.

In un clima così liberale, la fiera non poteva che essere meravigliosa. Sia venerdì sia sabato, decisamente meno domenica, mezz’ora prima che il complesso aprisse al pubblico, le casse erano piene di gente in fila. Lo scorso anno si sono registrati oltre 30.000 visitatori ed è difficile fare una stima dei numeri di questa edizione per eventuali confronti: la fiera è enorme (16.500 metri quadrati) e non è facile stimare la presenza di visitatori su un’area che risulta uniformemente piena di gente. Sono presenti oltre 260 espositori, tutti al coperto. All’esterno solo l’area “Food” dove si preparavano perlopiù panini e crepes dolci. Mi sarei aspettato degli chef professionisti e diverse pietanze a base di canapa ma, a quanto pare, noi italiani siamo più avanti in merito all’Hemp-Food.

L’ingresso, permesso anche ai minori accompagnati dai genitori, è stranamente vietato ai cani e a altri animali domestici. Ci sono diverse aree relax, come la Free Zone dove, per tutti e tre i giorni su un grande palco al coperto, si sono esibiti dj e artisti vari. Ben organizzata anche l’area “Baby”, dove era possibile lasciare i bambini dai due anni in su.

Le novità in fiera sono tantissime, specie per un italiano. Molte aziende infatti, per motivi logistici o perché sanno che il nostro è uno stato eccessivamente proibizionista, non commercializzano ancora i loro prodotti in Italia, ma si dimostrano estremante interessati al nostro mercato, proprio perché sanno che noi italiani siamo tra i primi consumatori di cannabis al mondo.

Tra le luci, dominano i led che ormai promettono prestazioni da HPS. Tanti sistemi di automatizzazione con centraline di controllo, trimming machine di ogni misura e strumenti per indagare istantaneamente le percentuali di THC nelle infiorescenze.

Poca la cannabis light. Gli unici italiani presenti con infiorescenze sono CBWeed e CBD Flowers. Vuoto lo stand prenotato da Easyjoint. Tra gli italiani, troviamo un soddisfatto Filippo Subacchi che ha riscosso in fiera un notevole successo con i suoi impianti idroponici Idrolab.

Tantissimi i giochi studiati per i visitatori al fine di pubblicizzare i prodotti delle varie aziende e altrettanto elevato il numero di gadget distribuiti. Buone le offerte sui semi, che comunque hanno prezzi uguali in tutte le fiere d’Europa. Per un vero collezionista di genetiche, il vantaggio di venire al Cannafest sta nel poter trovare moltissime varietà e di tantissime aziende produttrici.

In fiera, sia all’interno sia nelle aree esterne, i consumatori di cannabis sono molto discreti. A differenza di ciò che accade in Spagna o anche in Italia, al Cannafest di Praga ci si allontana un po’ dalla massa per accendere il proprio joint. Pena un richiamo verbale da parte della sicurezza.
Posso concludere affermando che si tratta di una fiera fantastica per gli operatori di settore.

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