Luigi ManconiDopo che nel 2007 il ministro Turco autorizzò l’uso di Thc a fini terapeutici, sono stati fatti alcuni passi avanti. Ciò nonostante, l’uso terapeutico della cannabis è ancora molto limitato nel nostro Paese ed ancora lontanissimo dal rispondere in maniera adeguata alla domanda dei pazienti. Pesano vincoli legali e burocratici nella produzione, distribuzione e prescrizione dei farmaci, e da tempo le associazioni dei pazienti sottolineano l’urgenza di una legge che garantisca questo diritto. Va in questa direzione la nuova proposta di legge sulla cannabis terapeutica che viene presentata oggi dal senatore Luigi Manconi (Pd) alla Camera. Ecco i principali punti del disegno di legge, redatto con la consulenza dell’avvocato Federica Resta.

DIRITTO ALLA COLTIVAZIONE. Il disegno di legge propone che il ministro della Salute possa “autorizzare enti, persone giuridiche private, istituti universitari e laboratori pubblici aventi fini istituzionali di ricerca, alla coltivazione di cannabis per scopi commerciali, scientifici, sperimentali, didattici, terapeutici o commerciali finalizzati alla produzione farmacologica”. Si richiede inoltre che nessuna sanzione venga applicata “a colui che coltivi piante di cannabis in numero non superiore a quello indicato con specifica autorizzazione in relazione a patologie da cui è affetto egli stesso, un prossimo congiunto o persona con la quale conviva”.

INDIVIDUARE AREE COLTIVABILI. Si propone “l’emanazione di un regolamento volto alla creazione di aree coltivabili e all’individuazione di aziende farmaceutiche specificamente legittimate alla produzione del fabbisogno nazionale di cannabis terapeutica”. Inoltre si richiede al Ministero della Difesa di autorizzare lo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze – che già prepara diverse tipologie di materiali sanitari, farmaci e presidi medico-chirurgici – alla produzione di medicinali a base di cannabinoidi per i pazienti italiani.

DISCIPLINA DELLE PRESCIZIONI. La proposta Manconi mira a semplificare le modalità di consegna, prescrizione e dispensazione dei farmaci contenenti cannabis. Innanzitutto allo scopo di garantire la continuità di cura ai malati, prevedendo che i medici possano prescrivere “il dosaggio o le preparazioni comunque necessarie per una cura di durata fino a sei mesi” con un’unica ricetta. Si richiede inoltre di “rimodulare il reato di prescrizione abusiva, la cui attuale formulazione, inducendo timore nei medici, ha fortemente limitato il ricorso a terapie a base di sostanze quali, tra gli altri, i cannabinoidi”.

COPERTURA DELLE CURE A CARICO DEL SSN. Per quanto riguarda le spese che i pazienti devono sostenere per le cure a base di cannabis, si richiede alle regioni di “introdurre dei provvedimenti che garantiscano l’erogazione dei farmaci cannabinoidi, sia per il trattamento ospedaliero che per quello domiciliare, a carico dei rispettivi Servizi sanitari regionali” e di “individuare un ente del Servizio sanitario regionale che svolga il compito di capofila per la centralizzazione degli acquisti dei farmaci cannabinoidi, al fine di ridurre l’aggravio delle spese fisse per l’importazione e di velocizzare le procedure”.

ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE DI VERIFICA. L’ articolo 4 del Disegno di legge prevede, infine, “l’istituzione – senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica – di una commissione di esperti che dovrà stilare un rapporto sullo stato delle conoscenze medico-scientifiche relative ai cannabinoidi naturali e di sintesi”. Viene inoltre richiesto al Ministero della Salute di provvedere ad una specifica informazione ai medici e ai farmacisti, al fine di favorire la diffusione della conoscenza delle evidenze scientifiche più aggiornate sull’efficacia e sicurezza dei trattamenti con medicinali cannabinoidi, e di fornire informazioni chiare ai pazienti sui medicinali predisponendo un’apposita sezione sul sito internet del Ministero della Salute, corredata da un servizio informativo telefonico e telematico.





3 Comments

  1. Non si capisce la limitazione a sei mesi, il farmaco, per le sue caratteristiche si presta ad una terapia di mantenimento, pur non escludendo la guarigione. Come nel caso del Glaucoma, o di altre patologie, delle quali allevia i sintomi, ed in certe condizioni permette una guarigione definitiva.

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