Non c’è pace per la cannabis medica in Italia (ci sarà mai?) Anche se ancora non ci sono fatti concreti, “l’aria che tira” e le “voci di corridoio” non fanno presagire nulla di buono.

Attualmente la situazione è quella che ormai tutti (o quasi) dovremmo conoscere:
• Autorizzati nel corso del 2018 massimo 550 Kg di cannabis medica (prodotta in Italia ed importata)

• 100 Kg importati dal Canada (già tutti richiesti e in fase di consegna allo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze)

• 250 Kg chiesti all’Olanda, la quale, per evitare di esaurire tutte le richieste nei primi mesi del 2018, ha adottato il seguente stratagemma: dilazionare i 250 Kg nel corso dei 12 mesi, ossia fornendo all’Italia (quindi tra farmacie, distributori, AUSL, Ospedali, ecc…) 20,8 Kg/mese. Risultato? Carenza cronica.

• Produzione di cannabis italiana impostata a massimo 200 Kg/anno, ma che realisticamente sarà (stando a dichiarazioni dallo SCFM) 150 Kg/anno.

Risultato?
La terapia oggi c’è, domani no. Dopodomani sì, poi dopodomani di nuovo no. E così via. Attualmente a metà aprile è arrivata la varietà canadese Pedanios 22/1 (22% THC e <1% CBD) che sta permettendo di tamponare alcune carenze, ma se non verrà adottata una nuova strategia a livello ministeriale, cosa succederà quando verrà meno la “scorta” canadese?

Da questa situazione va aggiunto che:
• Qualcuno ha cercato di impedire la consegna via corriere adducendo le più svariate motivazioni. Quindi non solo non è consentito dire che una Farmacia prepara cannabis medica, non solo non si può dire dove trovare cannabis medica, ma il paziente (malato e invalidato) dovrebbe anche farsi 400 Km per andare a prendersi il farmaco in quella rara farmacia che la prepara e che ne ha disponibile. Fortunatamente, i “pareri personali” non contano e la legge consente la consegna a domicilio mediante corriere.

• È in arrivo un aggiornamento (da tempo annunciato) del DM 9/11/15. Anche se non si sa esattamente cosa e come verrà aggiornato, i presagi sono tutt’altro che positivi, lasciando intendere un giro di vite sulle preparazioni galeniche a base di cannabis medica. Speriamo di sbagliare.

• Emerge sempre più una “caccia alle streghe” di chi parla di cannabis medica attraverso i vari canali informativi (es. Internet) adducendo motivazioni varie, dalla pubblicità a sostanze stupefacenti (anche se si tratta di canapa industriale) a induzione al consumo di sostanze stupefacenti.

E tutto, sempre, mentre i malati restano tali. E aspettano…

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