Sono numeri che ormai ci siamo abituati a leggere, sempre e solo sulla stampa d’oltreoceano, ma sulle quali varrebbe la pena fermarsi un attimo a pensare: nel primo mese di vendite legali di cannabis, nel Maine, piccolo stato del nord-est degli Stati Uniti con una popolazione di circa 1 milione e 300mila abitanti, è stata raggiunta la cifra di 1,4 milioni di dollari.

E la particolarità è che tutte le vendite si sono concentrate nei 6 dispensari aperti al via, nei quali sono state registrate 21.194 transazioni per un valore di 1.409.442 dollari nel periodo che va dal 9 ottobre, il primo giorno in cui i rivenditori autorizzati hanno aperto, fino all’8 novembre. Soldi che garantiscono un’entrata allo Stato tramite le tasse, che si sono attestate a 141mila dollari, dei quali. 9.464 dollari nel primo giorno di apertura.

Non sono cifre esagerate. Facendo un paragone con il Massachusetts, l’unico altro stato del New England che ha un mercato ricreativo legale, nel primo giorno le vendite sono state più di 4 volte tanto (440mila a fronte dei 94mila del Maine). Non solo, perché se si fosse mantenuta la media del primo giorno, le vendite totali del mese in Maine sarebbero dovute arrivare a 2,9 milioni di dollari. Ma ci sono due condizioni da tenere in conto: la pandemia, che ha portato molte persone a perdere il lavoro e ad avere quindi una più bassa disponibilità economica, e poi il fatto che la distribuzione delle licenze ha permesso di avere solo sei esercizi aperti nel primo giorno di legalizzazione, anche se adesso stanno aumentando.

Secondo i dati comunicati dalle autorità statali in media ogni cliente ha speso circa 66 dollari per ogni acquisto nel primo mese di vendite legali, preferendo le infiorescenze, che hanno rappresento il 76% delle vendite iniziali con un prezzo medio di 16,67 dollari al grammo 59 dollari per un ottavo di oncia (circa 3,5 grammi). Nel secondo mese i pressi si stanno già abbassando, con lo stesso quantitativo che viene venduto per una cifra che oscilla tra i 46 4 i 60 dollari. Il resto del mercato stato costituito da concentrati per il 14% e poi edible per il restante 10%.

Secondo il Portland Press Herald, “dalla fine del primo mese di mercato, il Maine ha concesso la licenza ad altri tre negozi al dettaglio e altre strutture per la coltivazione. La scarsità di rifornimenti sta cominciando ad attenuarsi, facendo sì che alcuni negozi eliminino i rigidi limiti di acquisto all’interno dei punti vendita e riducano gli alti prezzi dei prodotti che potrebbero aver ostacolato le vendite all’avvio del mercato”.

Con una considerazione finale: ci sono voluti 4 anni travagliati perché si arrivasse a questo risultato, sancito tramite referendum nel 2016, ma oggi i cittadini hanno finalmente accesso al proprio fiore preferito, coltivato localmente e controllato secondo gli standard imposti.

 





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