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Dopo la lunga attesa il momento sembra essere arrivato. Dall’inizio di quest’anno sarà finalmente disponibile la cannabis prodotta in Italia dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Parliamo della varietà FM2 (dove FM sta per farmaceutico militare e 2 ad indicare il numero dei principali cannabinoidi contenuti, il THC ed il CBD) e che qualitativamente è simile per composizione al Bediol olandese. Il THC dovrebbe essere presente in percentuali tra il 5 e l’8% mentre il CBD tra il 7,5 ed il 12%.

La notizia è che il ministero della Salute ha da poco rilasciato una nota in cui spiega che lo stabilimento chimico farmaceutico militare venderà direttamente la cannabis alle farmacie, inizialmente i primi 20 chilogrammi prodotti, al prezzo di 6,88 euro al grammo. Aggiungendo l’Iva e con il raddoppiamento del prezzo di vendita al quale il farmacista è obbligato per legge, secondo i calcoli del dottor Marco Ternelli il prezzo finale per il paziente si aggirerebbe intorno ai 15-14 euro al grammo Iva inclusa. Per cominciare, la cannabis immessa sul mercato, sarà circa 20 chilogrammi, una quantità ovviamente insufficiente per coprire il fabbisogno dei malati in Italia, mentre nel corso dell’anno secondo le stime del direttore Medica ne saranno distribuiti un centinaio di chilogrammi in tutto.

2017-02-14 09.38.17 amSulla quantità del prodotto ci sono state, tra le associazioni di malati, legittime proteste in quanto la quantità prevista è giudicata di molto sottostimata rispetto alle reali necessità terapeutiche. «Al momento la produzione italiana servirà ad integrare, a costi inferiori e con tempi di consegna più brevi, la cannabis che viene importata dall’Olanda e ogni necessità che non saremo in grado di soddisfare verrà assolta con l’importazione, che per il momento continua, anche se l’obiettivo è quello di rendere al più presto la produzione italiana autosufficiente». ci ha raccontato il colonnello Antonio Medica, direttore dello stabilimento, specificando che c’è «lo spazio, le competenze ed il personale» per aumentare la produzione a patto che il ministero acquisti nuovi spazi per nuove serre.
 Se dal Ministero si approveranno direttive conformi alle reali necessità dei malati italiani, e se tali direttive saranno accompagnate dai necessari finanziamenti, allora l’Italia potrebbe realmente diventare in breve tempo un paese all’avanguardia in Europa per la produzione di cannabis a fini terapeutici. In caso contrario, se la produzione del 2017 anziché rivelarsi un primo passo verrà standardizzata, allora ciò che è stato fatto non servirà a molto e il grosso dei malati dovranno continuare a lungo a importare il farmaco dall’Olanda facendo fronte a tempi lunghi e costi molto alti.

Per ora limitiamoci a celebrare senza eccessivo entusiasmo la prima produzione di cannabis legale della storia italiana, e aspettiamo che i malati possano provarla per sapere anche se la qualità del prodotto sarà analoga alla cannabis attualmente importata dall’Olanda. Noi continueremo a seguire la vicenda tenendovi aggiornati.





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