In Inghilterra, Galles e Scozia a partire dal primo novembre i medici hanno avuto l’autorizzazione di prescrivere cannabis terapeutica ai propri pazienti. L’annuncio arriva direttamente dal ministro dell’Interno, Sajid Javid, dopo che le storie di alcuni bimbi affetti da epilessia resistente ai farmaci tradizionali avevano trovato diversi benefici nel trattare la propria patologia con derivati dalla cannabis.

A luglio era stato proprio il ministro dell’Interno a varare una commissione medica che potesse vagliare le prove scientifiche a disposizione e decidere in tal senso. Definendo le nuove norme sui prodotti a base di cannabis per uso medicinale, Javid ha dichiarato: «Questo porta questi prodotti esplicitamente nel quadro delle medicine esistenti». Ora L’ACMD (il Consiglio consultivo sull’abuso di droghe) condurrà una revisione a lungo termine della cannabis e l’Istituto nazionale per la sanità e l’eccellenza (Nice) è stato incaricato di fornire consulenza ai medici entro l’ottobre del prossimo anno.

Tutto ha avuto inizio quando al 12enne Billy Caldwell era stato sequestrato il proprio farmaco a base di cannabis dai funzionari della dogana all’aeroporto di Londra Heathrow. La madre di Billy, Charlotte Caldwell, aveva chiesto la restituzione del farmaco perché senza di esso suo figlio soffriva di convulsioni e temeva per la vita del piccolo. 
Le prime dichiarazioni sono arrivate dalla mamma di un altro bimbo epilettico, Hannah Deacon: «Ho visto personalmente com’è cambiata la vita di mio figlio a causa della cannabis medica che ora viene prescritta. Come famiglia eravamo di fronte alla sua morte. Ora stiamo affrontando la sua vita, piena di gioia e di speranza, che è qualcosa che desidero per ogni persona in questo paese che possa beneficiare di questa medicina».

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