Il commissario di polizia del Galles del Nord ha dichiarato che l’introduzione dell’uso gratuito della cannabis all’interno delle carceri inglesi potrebbe ridurre gli episodi di violenza e aiutare i detenuti a sconfiggere la dipendenza da oppioidi.

I prigionieri, per trattare la propria dipendenza, ricevono sostituti dell’eroina come metadone, mentre ad altri vengono prescritti forti analgesici, potenzialmente pericolosi, oltre a provocare assuefazione.

“Se assumono oppioidi, perché non può essere prescritta la cannabis?” si è chiesto l’ex poliziotto, “In fin dei conti, gli oppioidi sono dannatamente più pericolosi della cannabis. Sarebbe un miglioramento anche per le sostanze illegali introdotte di contrabbando da agenti penitenziari corrotti”.

Infatti, nelle carceri in Inghilterra e Galles negli ultimi cinque anni, più di 300 agenti penitenziari e personale esterno sono stati licenziati o condannati per aver portato oggetti proibiti – tra cui droghe, tabacco e telefoni cellulari, ha rivelato il Guardian il mese scorso.

Secondo gli ultimi dati dell’Ufficio per le statistiche nazionali, tra il 2008 e il 2016, i decessi correlati alla droga nelle carceri sono 88, per lo più riconducibili a overdose da metadone, eroina e benzodiazepine.

In America, negli Stati in cui la cannabis terapeutica è stata legalizzata, le morti per overdose da oppiacei sono diminuite del 25%, suggerisce una ricerca della Johns Hopkins University dal 1999 al 2014.

Mentre un altro studio americano sostiene che i pazienti che usano cannabis per controllare il dolore cronico hanno ridotto drasticamente  l’uso di oppioidi, merito della cannabis che riduce i sintomi fisici e psicologici dell’astinenza.





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