È dal 2014 che alcuni studiosi stanno somministrando CBD ad un gruppo di 607 persone, per concludere che il cannabionide «è sicuro ed efficace nel trattamento dell’epilessia resistente ai farmaci tradizionali». Si tratta di uno studio aperto, i cui risultati sono stati pubblicati su Epilepsia, che ha visto impegnate diverse università, ospedali e centri pediatrici americani, insieme ad un istituto di ricerca britannico. Le oltre 600 persone hanno un’età media di 13 anni in un range da 0 a 62 anni, alle quali è stato somministrato CBD con una dose media di 25 milligrammi per chilogrammo di peso al giorno.

Secondo lo studio il CBD ha portato ad una diminuzione media delle convulsioni mensili del 51% e del 48% delle crisi totali dopo 12 settimane, con risultati simili dopo 96 settimane, e cioè quasi due anni.

Risultati simili sono stati ottenuti dai ricercatori della New York University School of Medicine, un altro studio aperto, questa volta pubblicato su Epilepsy & behavior che ha coinvolto 46 pazienti di età da 0 a 30 anni, affetti da diverse forme di encefalopatia epilettica che non rispondono ai farmaci tradizionali e che causano crisi e spasmi. Anche in questo studio, che ha preso in considerazione un periodo di cura dei pazienti di due anni, dal 2014 al 2016, le crisi epilettiche sono diminuite del 51% dopo 12 settimane e del 59% dopo 48. «I risultati di questo studio in corso supportano i precedenti dati osservazionali e degli studi clinici che dimostrano che il CBD può essere un’opzione di trattamento efficace a lungo termine per l’epilessia refrattaria», scrivono i ricercatori nella conclusione.





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