Negli Usa è infatti partita la sperimentazione e i ricercatori della University of California San Diego hanno già arruolato i primi 20 volontari, con la speranza che arrivino presto a 70.

Oggi, nonostante le numerose opzioni di trattamento, un numero significativo di persone soffre ancora di emicrania, che spesso può essere una patologia altamente debilitante. Il dolore pulsante, tipicamente situato su un lato della testa, può durare per ore o addirittura giorni ed essere accompagnato da nausea, vomito ed estrema sensibilità alla luce o al suono.

Molti pazienti riferiscono di essersi rivolti alla cannabis come alternativa, ma ci sono state pochissime ricerche sul suo potenziale come medicina per questa condizione e molto di ciò che sappiamo è solo aneddotico.

Uno studio in doppio cieco su cannabis ed emicrania
«Molti pazienti che soffrono di emicranie le hanno sperimentate per molti anni ma non ne hanno mai parlato con i loro medici. Piuttosto, si auto-trattano con vari trattamenti, come la cannabis», dice il neurologo delle emicranie Nathaniel Schuster della UCSD sottolineando che: «In questo momento, quando i pazienti ci chiedono se la cannabis funziona per le emicranie, non abbiamo dati basati sull’evidenza per rispondere a questa domanda».

Lo studio in questione, già in corso, randomizzerà i volontari in quattro gruppi separati. Un gruppo riceverà un placebo, un altro gruppo assumerà cannabis contenente THC, il terzo gruppo cannabis contenente CBD, e l’ultimo, cannabis con un mix di THC e CBD. I ricercatori determineranno poi quale trattamento è migliore per alleviare il dolore del mal di testa, la nausea, il vomito e la sensibilità alla luce o al suono sia a lungo che a breve termine.

Ad ogni modo, anche se questo è il primo studio controllato (con la divisione dei pazienti in gruppi) e randomizzato (l’assegnazione del trattamento ai soggetti deve avvenire con un metodo casuale), ci sono degli studi recenti che fanno ben sperare.

Cannabis e mal di testa: gli studi scientifici precedenti
In uno studio retrospettivo del 2016 pubblicato su Pharmacotherapy i ricercatori avevano scoperto che la cannabis riduce il numero di attacchi di emicrania più che dimezzandoli.

Secondo un altro studio pubblicato nel 2020 su Brain Sciences e realizzato tramite interviste a 145 pazienti, il 61% dei pazienti ha riportato una riduzione del 50% o più degli attacchi di emicrania mensili a seguito di un trattamento con cannabis medica.

Nel 2017 invece, in uno studio italiano presentato al 3° Congresso dell’Accademia Europea di Neurologia (EAN), i ricercatori hanno incontrato un fenomeno interessante: i cannabinoidi riducono del 43,5% l’intensità del dolore tra i pazienti con emicrania. Secondo la Dott.ssa Maria Nicolodi, che ha guidato la ricerca: «Siamo stati in grado di dimostrare che i cannabinoidi sono un’alternativa ai trattamenti consolidati nella prevenzione delle emicranie. Detto questo, sono adatti per l’uso nel trattamento acuto delle emicranie di cluster nei pazienti con una storia di emicrania sin dall’infanzia». 

Fonte: cannabisterapeutica.info    





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