Cannabusiness

Cannabis e franchising, i motivi di un perfetto sodalizio

In un settore che pone tante barriere di ingresso a nuovi operatori, c’è una strada di mezzo che permette di beneficiare delle opportunità del mercato, senza correre il rischio di perdere soldi per un cavillo legale non rispettato. Perché il franchising è così appassionante? Poiché dà la possibilità ai “new comer”, ovvero ai nuovi entranti sul mercato, di sfruttare le competenze dei pionieri del business, i quali hanno messo la loro creatività, determinazione e talento in un comparto che dagli alimenti, alle coltivazioni per uso medico, industriale, edilizio, offre tantissime opportunità di diversificazione e guadagno. 

In questo articolo ti racconto il perché del sodalizio tra cannabis e franchising, raccontandoti la storia di un imprenditore americano, il re della cannabis, Christian Hageseth che ha saputo sfruttare il trend e dal quale abbiamo evinto i 3 fattori di successo del suo franchising.

1. Team unito. Per rafforzare il team, Hageseth aveva ideato degli eventi chiamati “coffee collaboration”, eventi dove far incontrare persone con ruoli diversi in azienda per aggiornarli sulle evoluzioni del business e delle novità e discutere di eventuali nuovi progetti e idee. Oltre a questi incontri, erano previsti anche degli happy hour più informali il venerdì dove bere cocktail e chiacchierare per favorire la conoscenza tra le risorse umane dei vari reparti.

2. Coerenza della brand identity. In un mercato che punta a un pubblico con una mentalità aperta e giovane, è necessario che tutti gli elementi, anche quelli di arredo abbiano uno stile ben riconoscibile e coerente rispetto alle proprie promesse commerciali.

3. Più formule di affiliazione. Una parte del successo di Unity Rd, franchising di dispensari di cannabis americano di Hageseth, è di aver lavorato su più formule di affiliazione. Il brand ha pensato a opportunità diverse sia per gli “industry newcomers”, ovvero chi entra per la prima volta nel business, o per gli investor che vogliono solo diversificare i loro investimenti. E possibilità anche per chi ha già investito nel settore e vuole fortificarsi con un rebranding. 

Sviluppare una catena di franchising con il proprio marchio: i 3 step fondamentali

Per concludere, ti elenco quali sono gli step iniziali che ritengo fondamentali se vuoi dare vita a una catena di franchising. Dopo la registrazione del marchio da cui parte tutto – senza un marchio registrato non ci può essere un franchising – preparati nell’ordine a realizzare:

1. Analisi della concorrenza e studio di fattibilità. Il primo passo da compiere è fare un’approfondita indagine di mercato, valutare la filiera di approvvigionamento del prodotto, capire quali sono i principali player, studiando le loro strategie. Dopodiché dovrai fare uno studio di fattibilità. In altre parole, poter determinare nel modo migliore i rapporti commerciali con i franchisee, i termini di fee e royalty, margini sul prodotto e servizi.

2. Tutela legale e relativo assetto. Ci sono poi due strumenti di cui devi dotarti tra cui il manuale operativo, ovvero un testo nel quale mettere per iscritto le regole che un affiliato dovrà seguire se desidera aprire e gestire un punto vendita del tuo franchising. Dopodiché è necessario un contratto di franchising che, per sua natura, è un documento molto delicato da scrivere e servirà un buon professionista specializzato in franchising per redigerlo.

3. Un piano di reclutamento dei franchisee. Dovrai elaborare una strategia (canali/contenuti/budget) per attirare affiliati e poi usare gli strumenti di digital marketing più adatti per portarla a compimento.

Se vuoi altri consigli, leggi il libro “Let’s Franchise” per approfondire.
Vuoi invece una consulenza per realizzare un progetto franchising nella cannabis? Scrivi a consulente@dolcevitaonline.it.

a cura di Davide d’Andrea Ricchi
Founder and CEO di SVILUPPO FRANCHISING, docente della Business School 24Ore, autore del libro best seller “Let’s Franchise”





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