L’HIV in medicina è considerato un retrovirus che causa l’AIDS. Secondo dati recenti nel 2017, oltre 36.9 milioni di persone in tutto il mondo hanno riportato di essere affetti, 1.8 milioni dei quali erano stati recentemente contagiati.  Le condizioni iniziali che segnalano la presenza dell’AIDS sono: polmonite e pneumocystis, cachessia, candidosi (o candidiasi) esofagea e ricorrenti infezioni del tratto respiratorio.

E’ una patologia complessa per la quale ad oggi non esiste una cura, ma che può essere alleviata dalla cannabis, che secondo alcuni studi potrebbe intervenire direttamente sulla patologia, dando una speranza per il futuro.

A livello generale la cannabis si è rivelata utile per alleviare una varietà di effetti collaterali causati dai trattamenti antiretrovirali in pazienti con HIV. E’ un risultato evidenziato da uno studio scientifico del 2005  pubblicato sul Journal of Pain and Symptom Management che mostrò che la cannabis migliorava l’appetito (97%), il dolore muscolare (94%), la nausea (93%), il dolore nervoso (90%), l’ansia (93%), la parestesia (85%) e la depressione (86%).

Ma gli effetti della cannabis potrebbero andare anche oltre. Secondo una ricerca, pubblicata nel 2014 sulla rivista AIDS Research and Human Retroviruses, condotta dai ricercatori della Louisiana State University che per 17 mesi hanno somministrato quotidianamente una dose di THC ad un gruppo di scimmie affette dal virus dell’HIV, il principio psicoattivo della cannabis potrebbe bloccare gli effetti del virus.

Nel corso della sperimentazione, gli scienziati hanno osservato una diminuzione dei danni al tessuto intestinale dei primati, una delle parti del corpo dove l’infezione da HIV si sviluppa più comunemente, trovando prove del fatto che sia un effetto legato all’azione genetica del THC. L’HIV infatti si diffonde infettando e uccidendo le cellule immunitarie e i ricercatori hanno osservato livelli più elevati di cellule immunitarie sane negli animali che avevano ricevuto il THC.

Ma non è tutto, perché in uno studio condotto su 198 pazienti con HIV, trattati con farmaci antiretrovirali (ART), l’uso intensivo di cannabis è stato associato a riduzione dell’infiammazione sistemica e dell’attivazione immunitaria.

E’ il risultato della ricerca degli scienziati dell’Università di Washington, dell’Ohio e di San Francisco, pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Desease. Lo studio ha analizzato l’impatto del consumo di cannabis sul numero delle cellule immunitarie nel sangue, la loro attivazione e funzione. I risultati suggeriscono che: “l’uso di cannabis è associato a una riduzione potenzialmente benefica dell’infiammazione sistemica e dell’attivazione immunitaria nel contesto dell’infezione da HIV trattata con antiretrovirali”.





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