Il Cannabis Competence Center è nato a Bolzano dall’esperimento del Cannabis Social Club, fondato in Alto Adige da Peter Grünfelder (nella foto) e Stefano Balbo. “Siccome qui da noi era difficile reperire i prodotti a base di CBD, nell’associazione abbiamo iniziato a fare un po’ di attività commerciale marginale, che puoi è sfociata nella creazione di un negozio che insieme all’associazione sta diventando un punto di riferimento della zona per avere informazioni”.
È una realtà formata da medici e pazienti alla quale è possibile associarsi, e che inizia ad essere conosciuta dalle persone e riconosciuta dalle istituzioni, in un percorso iniziato per cercare di dare le informazioni corrette a chi intende utilizzare la cannabis a scopo medico.

“A Bolzano i pazienti incontrano diverse difficoltà, anche se finalmente l’assessore alla Salute ha creato una delibera per fare in modo che i prodotti medici a base di cannabis, siano rimborsati dal servizio sanitario locale. Un problema è che erano stati previsti dei centri informativi che ad oggi non esistono per cui noi continuiamo nella nostra opera anche di contatto con le istituzioni e gli ospedali, creando materiale informativo che distribuiamo nei vari eventi ed organizzando e partecipando a conferenze e dibattiti”. Una precisazione doverosa: “Noi lavoriamo solo ed esclusivamente sull’uso medico della cannabis, l’uso ludico non ci interessa e stiamo diventando un punto di riferimento per i pazienti della zona che non sanno a chi rivolgersi”.

“Inoltre”, continua a spiegare Peter Grünfelder, “abbiamo contattato l’azienda sanitaria per cercare di organizzare un corso online per i medici. Abbiamo trovato un provider che si occupa di certificare i crediti ECM previsti per gli aggiornamenti in medicina, ed abbiamo avviato il progetto. Organizzeremo un corso online per medici e farmacisti, con il dottor Marco Ternelli come farmacista ed il dottor Roberto Pittini, specialista nella terapia del dolore che è il presidente del nostro comitato scientifico, che sarà a disposizione di chi vuole informarsi.

Come vedi la situazione?
Grazie alla delibera arrivata quest’anno ci sono sempre più medici che si interessano alla cannabis, anche se rimangono sempre pochi. Al momento in diverse regioni molte forze del centro-destra chiedono la chiusura dei negozi che propongono tra gli altri prodotti la cannabis light, cosa che è successa anche qui a Bolzano.

Quali potranno essere i prossimi passi dell’associazione?
Noi vediamo delle grandi possibilità perché facciamo parte di una provincia autonoma, e quindi libera di legiferare. Vogliamo trovare una via per fare in modo che i pazienti possano auto-produrre le varietà di cannabis di cui hanno bisogno, per poi assumerle sotto controllo medico. Visto il perdurare della carenza di cannabis noi crediamo che non ci sono giustificazioni al fatto che i malati non possono aver accesso alla loro medicina.

E come pensate di agire?
Di recente qui in Alto Adige è passata un legge per la democrazia diretta e questo ci rende un po’ più fiduciosi. Nella pratica abbiamo la possibilità di proporre delle leggi a livello popolare e quindi faremo anche questo tentativo. Dobbiamo capire come muoverci ma ci attiveremo a breve. Per ora stiamo monitorando la situazione dei pazienti e facciamo un reclamo alle istituzioni regionali ogni volta che un paziente non riesce ad ottenere la cannabis perché non ce n’è a sufficienza o quando i medici si rifiutano di prescriverla anche se ci sono tutti i requisiti, cercando di documentare tutti gli ostacoli che i pazienti incontrano per avere una documentazione.

Quindi anche mantenendo i contatti con le istituzioni locali?
Sì, oltre alle istituzioni regionali che si occupano di sanità, siamo in contatto anche con la Camera di commercio, che vede la canapa come un possibile volano di crescita economica per le aziende locali. Per ora ci rapportiamo a loro per tutto quello che riguarda la conformità dei prodotti che abbiamo in negozio e la loro etichettatura, oltre alle varie questioni burocratiche.





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