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Cannabis al college: primo dispensario in Canada

L'Università della British Columbia sarà la prima in Canada ad avere un dispensario al campus

Cannabis al college: primo dispensario in Canada

L’Università della British Columbia sarà la prima in Canada ad ospitare un dispensario all’interno del campus. L’autorizzazione è stata data di recente, scatenando alcune polemiche, ed è stata assegnata alla Burb Cannabis Corp., marchio che opera a livello internazionale con prodotti a base di cannabis, abbigliamento e accessori vari.

Il Consiglio di Amministrazione del Metro Vancouver Regional District ha dato l’approvazione nei giorni scorsi nonostante una raccolta di firme dei cittadini che si volevano opporre al progetto e che avevano raccolto quasi 1900 firme per impedirlo.

“Nonostante le preoccupazioni fondate su un antico stigma da parte dei residenti vicini, molti dei quali erano proprietari di abitazioni off-shore, il Consiglio ha preso una decisione informata che si è allineata con la voce schiacciante del corpo studentesco e con i principi della legalizzazione nel nostro Paese. Siamo entusiasti di portare Burb al campus e di fornire un accesso sicuro a studenti e residenti quest’autunno”, ha sottolineato John Kaye, CEO e co-fondatore di Burb, come riportato da High Times.

L’OPPOSIZIONE DEI RESIDENTI ALL’APERTURA DEL PRIMO DISPENSARIO IN UN COLLEGE IN CANADA

Secondo alcuni esponenti della comunità locale il dispensario sorgerebbe in un’area troppo vicina a un liceo e a due scuole elementari, da qui l’opposizione e la successiva raccolta firme. Da quanto riferito da CBC News secondo la petizione online lanciata da Connie Chen, residente del posto, il negozio avrebbe attirato persone nella zona per scopi “non correlati all’università”.

Dall’altro lato però la nascita del dispensario è stata sostenuta dall’Alma Mater Society (AMS) dell’università, l’organizzazione che rappresenta più di 56mila studenti del campus, che ha lanciato a sua volta una petizione online, questa a favore del dispensario, che ha ricevuto più di 2mila firme.

“Pensiamo che il corpo studentesco meriti davvero di avere uno spazio sicuro nelle vicinanze, dove l’acquisto di cannabis sia accessibile e fornito in un ambiente privo di stress”, ha sottolineato Eshana Bhangu dell’AMS a proposito dell’approvazione, perché: “Luoghi come questi riducono davvero l’attività illegale e non pensiamo che questo comporti alcun rischio per le famiglie e i giovani minorenni”.

CANADA, IL MERCATO DELLA CANNABIS CRESCE

Intanto il mercato canadese continua a crescere e ad affrontare il problema principale, che è la sopravvivenza del mercato nero. Secondo i dati rivelati da un studio effettuato da Deloitte Canada e dal distributore provinciale Ontario Cannabis Store a inizio 2022, dall’ottobre del 2018, e cioè da quando la legalizzazione è diventata effettiva, in Canada la cannabis legale ha fatto aumentare il Pil di 43,5 miliardi di dollari.

“Nell’arco di tre anni, il settore canadese della cannabis ha trovato la sua strada ed è emerso come una nuova e fiorente fonte di crescita economica, creando e sostenendo decine di migliaia di posti di lavoro nelle comunità di tutto il paese. Man mano che il settore cresce e matura, realizzando il ritorno dei suoi significativi investimenti di capitale fino ad oggi, dovremmo aspettarci che abbia un impatto sempre più forte e positivo sulle economie nazionali e provinciali”, hanno scritto nel rapporto.

 

 

TG DV


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