Negli Stati Uniti sono sempre di più le persone che rinunciano ad utilizzare farmaci e alcol in favore della cannabis. E’ il risultato di uno studio degli analisti di Frontier Data, condotto su oltre 3mila americani adulti, che ha analizzato i dati demografici e le fasce di età dei consumatori di cannabis.

Creando delle nuove categorie di utilizzatori che andassero oltre il binomio uso medico e ricreativo, lo studio ha sviluppato nove distinti profili di consumatori di cannabis e ha esaminato il loro uso di alcol, farmaci e cannabis per ottenere maggiori informazioni su come la pensano, il loro stile di vita e il comportamento.

Dagi utenti anziani ai nuovi utilizzatori, i nove profili individuati rendono l’idea dell’eterogeneità delle persone che fanno uso di cannabis e derivati. Per fare degli esempi nel gruppo di utilizzatori senior, sono stati individuati gli Infrequent conservatives, (vecchi utenti ricreativi che usano la cannabis solo poche volte all’anno per scopi di rilassamento) i Silver Dabblers (scapoli più anziani che di solito vivono da soli e usano la cannabis alcune volte al mese per rilassarsi) e i Discreet Unwinders, come le mamme di figli adulti che sono utenti permanenti e credono nelle capacità mediche del farmaco.

Nel gruppo più giovane, i Functional Dependents sono descritti come giovani appassionati di cannabis che di solito spendono almeno 100 dollari al mese per la sostanza. Mentre i Medical Purists sono anch’essi utenti abituali, però più propensi a usare la cannabis per scopi medici e di benessere.

Il consumatore più frequente è stato individuato con la categoria Social Opportunists, che descrive coloro che usano la cannabis alcune volte l’anno, per lo più in contesti sociali come una serata fuori con gli amici o una festa.

Legalizzazione

Tra i nove profili di consumatori, lo studio ha mostrato che la cannabis sta rapidamente rimpiazzando l’uso di alcol e farmaci per tutte le età e dati demografici. La stragrande maggioranza dei partecipanti ritiene che la cannabis debba essere pienamente legale, compresa la cannabis ricreativa.

Cannabis medica e oppioidi

Riguardo alla cannabis medica, l’84% dei consumatori che hanno partecipato allo studio ritiene che la cannabis abbia usi medici legittimi. Tra i pazienti il 94% ha affermato che il farmaco ha migliorato le sue condizioni mediche e molti sono stati in grado di ridurre parzialmente l’assunzione di farmaci da prescrizione o di sostituirli del tutto. Il 73% dei consumatori di cannabis medica ha dichiarato di aver usato la cannabis come sostituto di altri medicinali, mentre il 41% lo ha usato come sostituto degli antidolorifici da banco. Il 48% ha sostituito i farmaci antidolorifico prescritti con cannabis medica, dimostrando che molte persone si stanno allontanando dagli antidolorifici tradizionali in risposta alla devastante epidemia di oppioidi che sta devastando gli Stati Uniti.

Riduzione dell’uso di alcol

Secondo il 74% dei consumatori la cannabis è più sicura dell’alcol, mentre solo il 4% non è d’accordo con questa affermazione. Tra i partecipanti che hanno bevuto alcolici, il 46% ha dichiarato di preferire la cannabis all’alcol, il 28% ha goduto di entrambi in uguali quantità. Quasi la metà dei bevitori, il 46%, ha dichiarato che probabilmente sostituiranno almeno parte del consumo di alcol con la cannabis in futuro.





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