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Cannabis: 5 bufale dei proibizionisti italiani da smontare una volta per tutte

giovanardi

Nelle ultime settimane il dibattito sulla legalizzazione in Italia pare si sia rilanciato, quanto meno a livello di quantità di righe dedicate al tema sui giornali. E dopo le dichiarazioni esplicite a favore della legalizzazione da parte di Umberto Veronesi e del sottosegretario del governo Renzi Benedetto Della Vedova, stiamo ora registrando la reazione dei consueti baluardi del proibizionismo in Italia: Carlo Giovanardi e la comunità di San Patrignano, ai quali si sono unite per l’occasione le “brillanti” analisi sul tema da parte di Letizia Moratti.

Si tratta, come sempre, di opinioni che nel migliore dei casi sono assolutamente ideologiche ed irrazionali, e nel peggiore sono vere e proprie menzogne. Bufale sparate come armi di disinformazione di massa in modo deliberato.

1. LA LEGALIZZAZIONE NON E’ ECONOMICA PERCHE’ AUMENTA I COSTI SANITARI. Questo è sostanzialmente uno degli argomenti utilizzati dall’ex sindaco di Milano nella sua intervista rilasciata al quotidiano La Stampa. Secondo Letizia Moratti: “La legalizzazione non conviene economicamente perché aumenterebbe i costi a carico della sanità per le dipendenze”. Si tratta naturalmente di una argomentazione che non sta in piedi. Primo, perché i costi sanitari della cannabis, come ben spiegato da Umberto Veronesi, sono sostanzialmente inesistenti. Secondo, perché i veri costi economici della cannabis per lo stato sono quelli legati alla sua repressione: mantenere i costi di quasi 28.000 detenuti in carcere e 200.000 processi pendenti a causa della legge sulle droghe, buona parte dei quali per possesso di cannabis, nonché lo stipendio di centinaia di poliziotti impiegati tutto il giorno a dare la caccia a ragazzi in possesso di un paio di canne.

2. SE LE CANNE SONO LEGALI COME FACCIAMO A DIRE AI RAGAZZI DI NON FARSELE? Ancora la Moratti: “Come fa il genitore o l’insegnante a dire a un ragazzo che non deve farsi le canne se le canne sono in vendita dal tabaccaio?”. Beh, a parte che dal tabaccaio non si vendono nemmeno in Olanda o in Colorado, ed è ovvio che non sarebbe così neanche in Italia. Venendo ai consigli alle mamme preoccupate sui quali tanto punta la Moratti, forse sarebbe il caso di spiegare una volta per tutte che è proprio sulle sostanze legali che è possibile per lo stato fare prevenzione, come nel caso di alcol e tabacco. Fino a che la cannabis sarà illegale, invece, non vi potrà essere alcun controllo, né in termini di prevenzione, né di analisi della qualità della sostanza stessa.

3. LEGALIZZANDOLA RISCHIAMO DI AVERE PILOTI E CHIRURGHI CHE LAVORANO FATTI. Qua non è che siamo al livello dei discorsi da bar parrocchiale, siamo molto più in basso. E’ ancora la Moratti a deliziare i lettori de La Stampa, con questa perla: “Lo stato deve dire forte e chiaro che la droga fa male e va combattuta. A meno che non vogliamo piloti di aereo o conducenti di scuolabus o chirurghi che vanno al lavoro fatti”. Avrebbe avuto buon gioco l’intervistatore a ribattere con un’osservazione altrettanto banale, del tipo: legalizzare non vuol dire certo che il chirurgo si può fumare una canna mentre opera, allo stesso modo in cui ora si spera che non si beva una bottiglia di grappa durante la pausa pranzo. Ma non è successo.

4. SI COMINCIA CON LE CANNE E SI FINISCE CON L’EROINA.
Ecco a voi l’argomento evergreen di tutti i proibizionisti, riprosto per l’occasione dal responsabile terapeutico della comunità di San Patrignano, tale Antonio Boschini. “Esistono molti consumatori di cannabis che non passano all’eroina, ma non esiste un solo consumatore di eroina che non sia passato dalla cannabis”, ha affermato. Registro con piacere che anche a San Patrignano si vedono oggi costretti ad ammettere che non esiste nessun automatismo nel passaggio tra cannabis e droghe pesanti, cosa che sostenevano inpunemente fino a qualche anno fa’. Tuttavia siamo ancora alla storiella che tutti gli eroinomani hanno cominciato con le canne: e perché non sostenere che tutti gli eroinomani avevano avuto a che fare anche con il vino prima di cominciare a bucarsi? Forse perché San Patrignano ne produce e vende 500mila bottiglie ogni anno? Ma no, sarà sicuramente un caso.

5. LA VECCHIA STORIA DI BORSELLINO CONTRO LA LEGALIZZAZIONE. Passiamo infine a Giovanardi il quale, evidentemente a corto di argomenti, ha preso il vizio di tirare fuori Paolo Borsellino ogni volta che si parla di legalizzazione. “Paolo Borsellino girava l’Italia spiegando a tutti che la liberalizzazione della cannabis era il più grande regalo che si potesse fare alla criminalità organizzata, che avrebbe così moltiplicato i suoi affari e i suoi traffici”, ha dichiarato pochi giorni fa. Il problema è che Borsellino nel suo intervento sul tema (che è visibile su youtube) non afferma in nessun passaggio ciò che vorrebbe mettergli in bocca Giovanardi. Il magistrato ucciso dalla mafia dice semplicemente che “la mafia esisteva prima del traffico di droga ed esisterebbe anche dopo”, e che cercherebbe “nuovi modi e nuove fascie di clienti per fare soldi con la droga”. Si tratta di affermazioni rispettabili e tutto sommato ovvie, ma proprio da nessuna parte dice che legalizzare “sarebbe un regalo alla mafia” come Giovanardi afferma.

TG DV


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