Uno studio scientifico pubblicato da poco afferma che il CBD, aggiunto alla chemioterapia, si è rivelato in grado di triplicare la sopravvivenza dei topi affetti da cancro al pancreas rispetto a quelli trattati solo con la chemio.

«È molto aggressivo, quindi è molto importante trovare nuove terapie per questo tipo di cancro», ha sottolineato il dottor Riccardo Ferro, primo autore della ricerca della Queen Mary University di Londra, alla quale hanno collaborato ricercatori italiani ed australiani.

Nello studio pubblicato sulla rivista Oncogene, che fa parte del network di Nature, gli scienziati hanno utilizzato topi geneticamente modificati per sviluppare il tumore e li hanno divisi in quattro gruppi. Dieci topi sono stati trattati con cannabidiolo, 8 hanno seguito una chemioterapia a base di gemcitabina, 7 hanno ricevuto le due molecole e 9 un placebo. I risultati hanno dimostrato che il cannabidiolo impedisce lo sviluppo di una resistenza alla gemcitabina.

Gli animali del gruppo placebo hanno vissuto meno di 19 giorni, quelli del gruppo cannabidiolo 25 giorni e quelli trattati con la chemioterapia 28. Con i due medicinali combinati la sopravvivenza è arrivata invece a 53 giorni.
«Si tratta di un risultato notevole», sottolinea Marco Falasca spiegando che: «Abbiamo visto che topi con cancro al pancreas sopravvivono quasi tre volte di più se una sostanza estratta dalla cannabis si aggiunge al loro trattamento chemioterapico (Gemcitabina)».

Il cannabidiolo è già approvato per l’uso clinico (in UK, ndr) «e ciò significa che potremo rapidamente passare ai test clinici su pazienti. Se riusciremo a replicare gli stessi risultati sulle persone, il cannabidiolo potrebbe entrare in uso quasi immediatamente senza dover aspettare i tempi tecnici di approvazione di ogni nuovo farmaco da parte delle autorità regolatorie».

«L’aspettativa di vita per i pazienti affetti da cancro al pancreas – conclude lo scienziato – è cambiata molto poco negli ultimi 40 anni perché sono disponibili pochissimi trattamenti, per lo più solo palliativi. Dato che il tasso di sopravvivenza a cinque anni per le persone con cancro del pancreas è inferiore al 7%, c’è un urgente bisogno di nuovi trattamenti e strategie terapeutiche».

Nel 2017 in uno studio clinico della GW Pharmaceuticals, su 21 pazienti affetti da glioblastoma multiforme, una forma aggressiva di cancro al cervello, in cui si stanno utilizzando i cannabinoidi in aggiunta al trattamento chemioterapico temozolomide, i ricercatori avevano scoperto che grazie ad un trattamento combinato di THC e CBD per un anno i pazienti hanno avuto una percentuale di sopravvivenza dell’83% rispetto al 53% del placebo, con una differenza quindi del 30%. La sopravvivenza media del gruppo che ha utilizzato il Sativex (farmaco a base di THC e CBD un rapporto 1:1) era superiore ai 550 giorni rispetto ai circa 369 giorni del gruppo placebo.

«I risultati di questo studio controllato ben progettato suggeriscono che l’aggiunta di una combinazione di THC e CBD ai pazienti in trattamento con dose intensive di temozolomide ha prodotto miglioramenti importanti in termini di sopravvivenza rispetto al placebo e questo è un buon segnale di potenziale efficacia», aveva spiegato Susan Short, ricercatore e professoressa di oncologia clinica e di neuro-oncologia presso il Leeds Institute of Cancer and Pathology al St James’s University Hospital.





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