High times

Canapa, la pianta tessile più antica del mondo

La Canapa è la più antica fibra tessile usata dall’uomo. I primi frammenti fossili di corde e nodi, risalgono a più di 15.000 anni fa, quindi addirittura precedenti all’invenzione della ruota.

In Cina ci sono riferimenti a riguardo risalenti all’8.000 a.C. anche se molti studiosi la collocano oltre il 10.000 a.C., quindi potrebbe essere una delle le prime piante utilizzate dall’uomo insieme al frumento e all’orzo.

Alcuni studi svolti in Africa sui Boscimani, sembrerebbero dimostrare come la Canapa sia stata la prima pianta coltivata dall’uomo.

In Mesopotamia sono stati trovati resti risalenti a circa 8.000 anni fa.

I Sumeri la usavano sia come incenso nei templi e per scopi medici, ma anche per fare corde, tessuti e reti da pesca. Etimologicamente la parola Canapa (Cannabis) deriva dalla parola assiro “Quannabu“.

In Europa ne hanno fatto ampio utilizzo i Celti e successivamente venne molto utilizzata, sempre come fibra tessile, nel Medioevo. Lo stess Carlo Magno promosse la sua coltivazione IX secolo.

Fino al 3.000 a.C. era probabilmente la fibra più importante del mondo e l’80% dei tessuti erano di Canapa.

Nei tempi moderni, se a inizio anni ’60  c’è stata una produzione di 300.000 tonnellate di fibra nel 1997 si è scesi a 62.000 tonnellate. Tuttavia tra il 2000 e il 2006 la produzione è tornata a crescere, arrivando a quasi 90.000 tonnellate, il 50% delle quali in Cina. Attualmente la Cina è il più grande esportatore di tessuti di Canapa in Europa e Nord America, dove la richiesta cresce di anno in anno. Si coltiva molto e sempre di più anche anche in Canada, Romania, Polonia e Italia (il nostro Paese ha una lunga tradizione a riguardo, essendo stato secondo produttore al mondo dietro la Russia come quantità e primo come qualità).

La Canapa produce una media di 650 kg di fibra per ettaro (fino a un massimo 2.000 kg per ettaro). Si tratta di una fibra lunga, forte e molto resistente con il 70% di cellulosa e 8% di lignina. Si tratta di una fibra che mantiene freschezza e contemporaneamente conduce bene il calore. Oltre ad essere resistente alle muffe, è anche antibatterica e blocca infine la luce ultravioletta.

Chi veste in Canapa (e chi scrive), sostiene non ci sia tessuto più confortevole e sano.

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